Spostamento
dell'asse terrestre
Se
la Terra fosse una sfera perfetta non potrebbe
mantenere la rotazione attorno ad un asse, sarebbe
come una palla: sempre pronta a variare l’asse
di rotazione. Per nostra fortuna la Terra è leggermente
schiacciata ai poli, e questo la rende simile
ad un giroscopio che ruota attorno ad un asse
fisso. Tutta questa stabilità sarebbe molto bella
e tranquillizzante ma la differenza tra il diametro
della Terra ai poli e il diametro della Terra
all’equatore è di soli 44 chilometri (12.712 chilometri
il minore e 12.756 il maggiore), una differenza
minima che rende la Terra un giroscopio altamente
instabile. Avete presente una bicicletta? Considerate
una bicicletta ferma, appoggiata nella sua posizione
nomale e lasciatela libera: cadrà senz’altro.
Considerate ora la stessa bicicletta con una persona
sopra che pedala: incredibilmente la bicicletta
sta dritta, verticale.
Cosa
è cambiato?
Apparentemente
nulla se non che nel secondo caso le ruote sono
in movimento. Le ruote della bicicletta sono dei
corpi in movimento attorno ad un asse e sono quindi
parificabili ad un giroscopio. Togliete una ruota
alla bicicletta, l’anteriore è più semplice, e
tenetela con entrambe le mani per il mozzo (l’asse
centrale in cui confluiscono i raggi), ora provate
a inclinare la ruota spostando una mano più in
alto dell’altra e vedrete che non avrete problemi
a compiere l’operazione. Sempre tenendo la ruota
per il mozzo fatela girare e riprovate ad inclinarla
come avete fatto prima: sarà molto più duro se
non impossibile. Per la legge fisica detta dei
giroscopi più la ruota è grande, ovvero più la
massa è distante dall’asse, e più velocemente
gira, più la ruota, o il giroscopio che dir si
voglia, sarà stabile nel suo movimento. In altre
parole una bicicletta con le ruote piccole, come
quella di un bambino, sarà più soggetta a cadere
della bicicletta con ruote grandi di un adulto.
Applicando
il principio della ruota da bicicletta al nostro
pianeta si deduce che la Terra è un giroscopio
molto instabile a cui basta una piccola forza
esterna per essere turbato e cambiare asse di
rotazione provocando catastrofi enormi.
Quando un giroscopio viene colpito da un corpo
che lo induce a modificare il proprio asse di
rotazione reagisce con un caratteristico movimento
a cono del suo asse detto movimento precessorio,
o precessione. Tale movimento tende a riportare
l’asse nella posizione primitiva.
Flavio Barbiero, ammiraglio ed esperto di giroscopi
per la Nato
(i giroscopi sono usati per pilotare i siluri)
ha calcolato che basta l’impatto di un corpo astrale
con un diametro dai cinquecento ai settecento
metri per spostare l’asse terrestre di circa venti
gradi. Se la Terra fosse una massa rigida il movimento
precessorio dell’asse la riporterebbe nella sua
posizione iniziale.
Vi sarebbero distruzioni ma l’asse di rotazione
resterebbe immutato.
Il nostro pianeta invece è costituito da una sottilissima
crosta dura all’esterno (circa 15 – 20 chilometri
di spessore), e un’enorme massa fluida all’interno.
Questa specie di marmellata calda una volta variata
la posizione dell’asse tende a mantenere il nuovo
asse di rotazione verificatosi neutralizzando
l’effetto di ritorno alla posizione precedente
del giroscopio.
Nel
caso di un impatto con un asteroide delle dimensioni
riportate, o maggiori, oltre all’effetto distruttivo
dell’impatto stesso, si verificherebbe quindi
anche uno spostamento dell’asse terrestre.
A causa dello spostamento si avrebbe subito la
rottura in più punti della crosta terrestre. La
marmellata bollente tenderebbe ad uscire dalle
fessura della sottilissima crosta fredda provocando
terremoti ed eruzioni. Se a questo aggiungiamo
la formazione di enormi onde in grado di spazzare
le terre emerse il quadro è certamente apocalittico.
La meteorologia sarebbe immediatamente stravolta
e si potrebbero verificare piogge di mesi e inaridimenti
di zone un tempo fertili.
Ogni
anno cadono sulla terra circa 12.000 corpi celesti
del diametro massimo di circa un metro, ma attorno
alla Terra ruotano migliaia di corpi con orbita
instabile di cui alcuni di oltre 2.000 metri di
diametro. Che la Terra sia un bersaglio è fuori
discussione, che lo sia stato in passato, pure,
le centinaia di crateri da impatto presenti sulla
sua superficie lo dimostrano. Parecchi testi antichi
ci raccontano di grandi catastrofi successe nel
passato: il diluvio biblico, l’epopea di Gilgamesh,
la distruzione di Atlantide non sono che le più
famose. In tutti questi testi si parla di onde
enormi che sommergono la terra abitata, di enormi
variazioni del clima; possibile che in tante parti
differenti e lontane tra loro si parli delle stesse
cose, quasi con le stesse parole, e tutto ciò
sia solo frutto della fantasia di qualche autore?
Non è possibile che questi testi ci raccontino
fatti realmente avvenuti che cambiarono il corso
della storia della Terra e dell’uomo?
La
Terra ruota attorno ad un asse inclinato di circa
ventitre gradi e mezzo rispetto al piano di rivoluzione
attorno al sole, il piano dell’eclittica. L’asse
di rotazione, oltre ad essere inclinato, ruota
con un movimento conico, il movimento precessorio,
proprio come farebbe l’asse di un giroscopio dopo
che qualcosa l’ha fatto deviare dal suo asse primitivo.
A causa dell’inclinazione sul piano dell’eclittica
abbiamo le stagioni, la differente durata del
giorno e della notte, i sei mesi di luce e di
buio oltre i circoli polari.
Tutte
le antiche culture ci parlano di un tempo in cui
sulla Terra c’era l’eterna primavera. Come avrebbe
dovuto essere la Terra per avere l’eterna primavera?
Semplicemente con l’asse perpendicolare al piano
dell’eclittica. In queste condizioni non sarebbe
esistita la possibilità di avere un’illuminazione
differente, e quindi un riscaldamento differente,
nelle varie zone della Terra e la meteorologia
sarebbe stata molto più semplice e stabile.
Lo
scioglimento dei ghiacci che fino a dodicimila
anni fa coprivano il Canada ha provocato quell’enorme
accumulo di laghi e fiumi che lo caratterizza.
C’è solo un’altra zona della Terra dove esistono
le stesse condizioni idrogeologiche da scioglimento
dei ghiacci: le piccole isole di Macquarie e Heard,
esattamente agli antipodi del Canada! L’unica
spiegazione che io ho trovato a ciò è che dodicimila
anni fa l’asse terrestre non fosse nella sua posizione
attuale ma spostato di circa ventitre gradi (stesso
valore dell’inclinazione sul piano dell’eclittica)
in modo da passare sulla Groenlandia e sul Grande
Antartide. In queste condizioni tutta la Siberia
sarebbe stata libera dai ghiacci e con un clima
temperato tale da permettere la vita ad uomini
ed animali.
Il
mammuth è l’animale preistorico estinto di cui
abbiamo la miglior conoscenza semplicemente perché
da tre secoli ne troviamo a decine completamente
congelati, morti di colpo con ancora l’erba tra
i denti. Alcuni li troviamo soli, altri li troviamo
ammassati e incastrati tra i rami e i tronchi
di alberi strappati dal suolo come se una mano
enorme avesse fatto delle palle di animali e piante.
Solo un grosso cataclisma come lo spostamento
dell’asse terrestre può aver provocato ciò.
Se
consideriamo le carte dell’ultima glaciazione,
casualmente terminata anche lei dodicimila anni
fa, vediamo che quella che noi consideriamo come
una glaciazione in effetti non fu altro che una
situazione climatica differente dall’attuale con
la Siberia scoperta dai ghiacci e la crosta del
gelo che copriva le isole britanniche ad eccezione
del sud dell’Inghilterra. Stranamente la stessa
situazione dei ghiacci si trova anche in parecchie
carte medioevali disegnate con una precisione
difficilmente imputabile ai cartografi dell’epoca
Inversione
dei poli
Molte
antiche leggende sembrano accennare a ripetuti
mutamenti di direzione dell'asse terrestre. Un
evento che, secondo certe predizioni, potrebbe
ripetersi in futuro.
I geologi che studiano il passato della Terra
hanno riscontrato che i mutamenti del clima hanno
quasi sempre coinciso con cambiamenti nel campo
magnetico del nostro pianeta.
Che rapporto ci sia fra i due fenomeni non è chiaro;
ma c'é chi avanza l'ipotesi che l'estinzione improvvisa
di intere specie viventi verificatesi più volte
nel passato, sia da far coincidere con le brusche
alterazioni del campo magnetico. Che queste alterazioni
si siano verificate, è ormai provato.
Non
si tratta di eventi avvenuti in remote ere geologiche.
Secondo alcuni ricercatori, in tempi relativamente
recenti (migliaia d'anni) la posizione dei poli
era molto diversa dall'attuale. C'è anche chi
parla di uno scambio di posizione fra Polo Nord
e Polo Sud.
Un
nuovo rovesciamento improvviso provocherebbe forti
terremoti lungo le faglie della crosta terrestre,
e gigantesche ondate di marea, generate da movimenti
dei fondali oceanici. Si delineerebbe uno scenario
di isole inghiottite dai flutti, coste spazzate
dalle onde, porzioni di continenti sommerse, mentre
parte dei fondali potrebbe invece emergere alla
luce. Una prospettiva da diluvio universale.
Se
l'asse della Terra dovesse ribaltarsi completamente,
tutto il pianeta sarebbe squassato da uragani
e onde di marea. Ci sono indizi che conforterebbero
questa teoria. I grandi depositi di carbone in
Inghilterra indicano che un tempo quelle regioni
dovevano avere clima tropicale, con grandi foreste
e paludi. Anche vaste aree del Nord America erano
analogamente ricoperte da foreste pluviali. Per
contrasto, l'Australia occidentale e l'Africa
meridionale erano sepolte sotto una coltre di
ghiaccio.
Una
possibile spiegazione a queste anomalie venne
offerta negli anni '20 da Alfred Wegener con la
teoria della "deriva dei continenti",
che tuttavia presuppone che enormi masse continentali
siano col tempo spostate di migliaia di chilometri
dalle loro posizioni originali. Secondo alcuni,
l'ipotesi di un ribaltamento dell'asse terrestre
costituisce una spiegazione più semplice. Sarebbe
risolto anche il problema del ritrovamento dei
mammut nella gelida Siberia, in un ambiente non
certo in grado di supportare l'abbondante vegetazione
necessaria per il sostentamento degli enormi mammiferi.
Prima che i poli si spostassero, la Siberia aveva
un clima tropicale,e i mammut vi prosperavano.
La coltre di gelo cadde così rapidamente da intrappolare
nel ghiaccio mammut interi, la cui carne si è
conservata intatta per decine di migliaia di anni.
Un esemplare venne ritrovato con nello stomaco
fiori non ancora digeriti.
Se
si dà una botta sufficientemente forte all'asse
di uno giroscopio, l'apparecchio può ribaltarsi
completamente, continuando a girare nella nuova
posizione di equilibrio. La Terra può essere vista
come un enorme giroscopio, al quale l'avvicinarsi
di qualche corpo celeste, o l'influsso combinato
di diversi campi gravitazionali, può aver fornito
in passato una "botta" abbastanza forte
da ribaltarsi. L'ingegnere elettrico americano
Hugh Brown ha ipotizzato nel 1967 che l'asse terrestre
abbia subito un'oscillazione di 90 gradi, non
più tardi di settemila anni fa. Secondo Brown
queste oscillazioni avrebbero carattere periodico;
questo sembra del tutto improbabile: ma non implausibile
è che spostamenti occasionali si siano effettivamente
verificati nel passato.
Un geofisico, Peter Warlow, ha analizzato le narrazioni
mitiche in cerca di prove per la sua teoria. Secondo
lui, gli antichi Egizi hanno registrato quattro
diversi ribaltamenti, in seguito ai quali il sole
è apparso mutare la direzione del suo corso nei
cieli. I più recenti si sarebbero verificati nel
700 a.C., e prima ancora nel 1500 a.C.
Quest'ultimo evento corrisponderebbe alla data
dell'estinzione della civiltà minoica a Creta,
secondo Immanuel Velikovsky.
LE
PROVE SCIENTIFICHE
Le
prove delle inversioni totali di polarità derivano
dall'esame di rocce fuse, raffreddatesi in diversi
periodi geologici. Ogni volta che una roccia fusa
si solidifica, conserva un debolissimo campo magnetico,
indotto dal campo gravitazionale terrestre. La
lava eruttata dai vulcani attivi, ed anche oggetti
fabbricati dall'uomo, presentano lo stesso fenomeno.
Persino i focolari, sottoposti ripetutamente a
riscaldamento e raffreddamento, rivelano il campo
magnetico, appena misurabile.
Sono state condotte ricerche su antichi focolari
degli aborigeni australiani e su focolari dell'Inghilterra
pre-romana, per verificare la polarità di questi
campi magnetici. I geologi hanno inoltre rinvenuto
nei fondali oceanici strati di rocce laviche solidificatesi
in epoche differenti.
"Leggendo"
tutti questi campi magnetici, si è scoperto che
il campo magnetico terrestre ha subito in passato
non meno di 20 inversioni di polarità. L'ultima
in ordine di tempo è durata almeno 2000 anni.
Peraltro,
anche in brevi periodi della storia recente, i
poli magnetici hanno mostrato una certa tendenza
a "peregrinare". All'inizio del XVII
secolo, l'ago della bussola puntava a circa 11
gradi a est del polo nord geografico. Nel 1643
la deviazione era di quattro gradi a est, e nel
1650 per un breve periodo i poli magnetici e geografici
coincisero
Ultima
modifica di Nababalao (06-May-2007 09:51:05)