La
tempesta (solare) perfetta.
Ticino scienza - martedì, 21 marzo 2006
Prepariamoci: fra cinque anni, o forse addirittura meno,
la nostra tecnologia verrà messa a dura prova.
Per colpa del Sole.
Mezzo
secolo non trascorre per nulla. E da quel lontano 1958
molta acqua (tecnologica) è passata sotto i ponti.
Oggi abbiamo telefonini e navigatori satellitari. Comodi,
certo, ma fragili, alla mercè delle bizze del
Sole. Nel 1958, quando il ciclo solare raggiunse un
intenso massimo di attività, ben pochi, oltre
agli astrofisici, se ne accorsero. Ma il prossimo massimo
potrebbe essere altrettanto intenso e stavolta potrebbe
provocare gravi conseguenze sui nostri gadget tecnologici.
E'
giunto a questa sconcertante conclusione Mausumi Dikpati,
del National Center for Atmospheric Research (NCAR)
(http://www.ncar.ucar.edu/), basandosi sulla teoria
del "nastro trasportatore" all'interno del
Sole. Si tratta di un flusso di gas che trascina con
sè, nelle viscere della stella, i nodi magnetici
che in ogni ciclo provocano le macchie solari sulla
superficie. In profondità i nodi vengono "rivitalizzati"
e poi riportati in superficie, sempre dal "nastro".
Che però non brilla per la sua velocità:
per percorrere tutto il giro impiega fra 30 e 50 anni.
Quando però la sua velocità aumenta, ci
si può attendere, secondo Dikpati, un massimo
di eccezionale intensità.
Proprio
questo aumento di velocità si è verificato
fra il 1986 e il 1996. Perciò lo studioso americano
si azzarda a fare una previsione: il prossimo massimo,
nel 2012, sarà paragonabile a quello del 1958,
con un'intensità dal 30 al 50 per cento superiore
a quella del massimo che lo ha preceduto. Ma c'è
di più: alcuni colleghi di Dikpati sottolineano
come i massimi più intensi siano anche quelli
che si sviluppano più in fretta. Perciò
il massimo devastante che ci attende potrebbe arrivare
con un paio di anni di anticipo, fra il 2010 e il 2011.
Ignaro
di tutto questo, il Sole adesso se ne sta bello tranquillo
senza neppure l'ombra di una macchiolina...
(Ma.Ca.)