DOSSIER
IL RITORNO DEL CRISTO
di Monica Centofante
GLI
UFO E LA BIBBIA
"L’angelo
del Signore gli si manifestò in una fiamma
di fuoco, in mezzo a un roveto. Mosè osservò
che il roveto era tutto una fiamma ardente, ma non
si consumava" (Esodo 3, 2).
Con
il termine storia si intende indicare la narrazione
e l’interpretazione critica di eventi che appartengono
al nostro passato nelle loro reciproche connessioni.
E’ chiaro, che il lavoro di ricostruzione delle
complesse vicende che compongono il nostro vissuto
debba essere necessariamente svolto sulla base dell’interpretazione
delle fonti di cui disponiamo, e che possono essere
di varia natura. Le più chiare e dirette sono
sicuramente quelle scritte, dalle quali lo storico
dovrà acquisire quante più notizie possibili,
cercando di trascendere le considerazioni soggettive
di chi ha riportato i fatti nei documenti che costituiscono
l’oggetto del suo studio. Sopperire ad una carenza
di documentazione scritta non è impossibile
ma richiede, sicuramente, come enuncia L. Febvre in
"Problemi di metodo storico", uno "sforzo
costante di far parlare le cose mute, far dire loro
quel che da sole non dicono sugli uomini e sulle società
che le hanno prodotte...".
Da
questo tipo di analisi storica sembrano però
essere escluse le cosiddette "Sacre Scritture",
nei confronti delle quali si tende ad assumere un
atteggiamento quasi esclusivamente interpretativo,
nonostante la straordinaria ricchezza di informazioni
e di particolari in esse contenuti. Questa metodologia
lavorativa delinea una chiusura alla possibilità
che le esperienze narrate negli scritti sacri possano
contenere indicazioni di carattere storico, scevre
della mera natura di astrazione fideistica che viene
loro conferita. Operando in tal modo non riusciremo
mai ad acquisire una visione della realtà nella
sua completezza ed a supplire alla mancanza di conoscenze
che molti potrebbero definire superflue ma che hanno
rivestito, nel corso dell’evoluzione umana,
un ruolo non poco importante. E’ stata infatti
l’ignoranza che, da sempre, ha permesso la sottomissione
prima psicologica e poi fisica che le grandi religioni,
in primo luogo quella cattolica, hanno esercitato
con il proponimento di estirpare l’eresia. Johan
Huizinga, uno dei più importanti storici contemporanei
diceva ne "La scienza storica" che lo scopo
della storia non è quello di "trarre una
utile lezione per un determinato caso che si verificherà
nel prossimo futuro, ma trovare un punto fermo nella
vita. Rendersi conto, sapere bene dove siamo, determinare
la nostra posizione in base a punti di orientamento
molto distanti nel tempo...".
Da
qui nasce l’assoluta necessità di rileggere
le esperienze vissute dai personaggi citati nelle
Sacre Scritture in chiave storica allargando così
gli ancora limitati orizzonti della nostra conoscenza.
Questo implica l’esigenza di riportare le vicende
narrate in tali libri nel quotidiano, e di interpretarle
secondo i parametri della logicità. Prendiamo
ad esempio la nostra Bibbia.
Nell’
Esodo è più volte citata una misteriosa
colonna di nube e di fuoco che guidò il popolo
eletto fino alla Terra Promessa e all’interno
della quale Mosé conversava con Dio. Nel diciannovesimo
capitolo leggiamo: "Poi il Signore disse a Mosè:
"Ecco, io mi manifesterò a te in una nube
caliginosa, affinché il popolo senta che io
ti parlo e ti presti fede per sempre" (Esodo
19, 9). "Al terzo giorno, sul far del mattino,
incominciarono tuoni e lampi: una densa nube copriva
il monte e si udì un suono di tromba fortissimo;
e tutto il popolo, che era nell’accampamento,
tremava. Mosè fece uscire il popolo fuori del
campo, incontro a Dio; e si fermarono ai piedi del
monte. Il monte Sinai fumava tutto, perché
il Signore vi era sceso in mezzo al fuoco; quel fumo
saliva come quello di una fornace, e tutto il monte
tremava fortemente" (Esodo 19, 16 - 18). Sempre
nell’Esodo è citato l’incontro
di Mosè con un angelo che appare all’interno
di un roveto ardente: "L’angelo del Signore
gli si manifestò in una fiamma di fuoco, in
mezzo a un roveto. Mosè osservò che
il roveto era tutto una fiamma ardente, ma non si
consumava... il Signore... lo chiamò di mezzo
al roveto: "Mosè, Mosè!".
Egli rispose: "Eccomi!". Allora Dio gli
disse: "Non t’avvicinare! Togliti i sandali
dai piedi perché il luogo dove stai è
terra santa" (Esodo 3, 2 - 5).
Leggendo
queste frasi sorge il problema dell’interpretazione
storica. Nessuna spiegazione razionale sarebbe infatti
in grado di soddisfare appieno la nostra esigenza
di oggettività, ed ogni minimo dettaglio sopra
riportato sembra innescare in noi un’infinita
serie di interrogativi. La risposta a tali quesiti,
però, potrebbe celarsi in una affascinante
ipotesi che vede Mosè testimone delle attività
di creature estranee all’habitat umano e comunque
molto più evolute di qualsiasi popolo abitasse
in quei tempi il nostro pianeta. Da questo punto di
vista la nuvola assume le sembianze di un oggetto
volante, il suono di tromba è il rombo di un
motore, il fuoco e il fumo gli effetti della combustione
del carburante che attiva il sistema di propulsione
del veicolo.
Per
quanto assurda tale spiegazione possa sembrare, lo
è sempre meno di quella che la teologia cattolica
rivendica come indiscussa verità: ossia che
la nuvola era effettivamente un ammasso di goccioline
d’acqua condensata dalla quale uscivano fumo
e fiamme e per mezzo della quale Dio raggiunse il
monte Sinai. Se questa supposizione fosse ancorata
ad un fondamento di verità, allora verrebbe
logico pensare che Dio ha completamente abbandonato
il nostro pianeta visto che di nuvolette parlanti,
oggi, non v’è più alcuna traccia.
Esistono invece, e sono sempre più frequenti,
le segnalazioni di avvistamenti di oggetti volanti
non identificati e le affascinanti testimonianze di
quanti affermano di stabilire contatti telepatici
e fisici con esseri evoluti provenienti da altri mondi.
Molti di questi sostengono addirittura di aver avuto
la possibilità di viaggiare a bordo di quelle
che il profeta Ezechiele definiva "la Gloria
del Signore": "Guardai, ed ecco, sul firmamento
che stava sopra il capo dei cherubini, vi era come
una pietra di zaffiro, e qualcosa simile ad un trono
appariva sopra di loro... Quindi la Gloria del Signore
si alzò al di sopra del Cherubino, verso il
limitare del Tempio, il quale fu riempito dalla nube
e il cortile fu tutto inondato dallo splendore della
Gloria del Signore. Il rumore delle ali dei Cherubini
giungeva fino al cortile esterno, simile alla voce
di Dio onnipotente, quando parla... Io guardai bene,
ed ecco, quattro ruote erano a lato dei Cherubini,
una ruota a fianco di ciascuno. Allo sguardo le ruote
splendevano come il crisolito. Quanto al loro aspetto,
tutte e quattro le ruote erano uguali, l’una
in mezzo all’altra. Avanzando verso le quattro
direzioni, esse avanzavano senza voltarsi, perché
si movevano verso la parte dov’era rivolta la
testa, senza voltarsi nei loro movimenti. Tutto il
loro corpo, il dorso, le mani, le ali e le ruote erano
piene di occhi all’intorno; e tutti e quattro
avevano ciascuno la propria ruota. E sentii che alle
ruote fu dato nome di turbine" (Ezechiele 10,
1 - 13).
Leggendo
questi passi, Josef F. Blumrich, un ingegnere della
NASA, si incuriosì ed analizzò con sistematicità
e metodo scientifico le dichiarazioni del profeta.
Sulla base di ogni minimo dettaglio da questi fornito
costruì il modello di un’astronave d’atterraggio
a reazione nella quale i Cherubini sono le gambe del
veicolo, munite di eliche che Ezechiele, non possedendo
alcuna cognizione tecnica, chiamava ali (stranamente
rumorose). Blumrich prestò particolare attenzione
alle ruote del mezzo che ricostruì inserendo
dei segmenti in grado di tracciare su se stessi un
angolo di 360 gradi. Grazie a questa scoperta l’ingegnere
ottenne in data 5 febbraio 1974 il brevetto US - Patent
3.789.947 per le ruote girevoli in ogni direzione.
La
teologia cattolica, per contro, in riferimento alle
testimonianze fornite dal profeta Ezechiele parla
di visioni tralasciando di prendere in considerazione
la percezione dei vari rumori, la straordinaria precisione
dei dettagli tecnici sopracitati.
Dalla
comparazione di queste due interpretazioni appare
piuttosto evidente che quella di Blumrich è
la più verosimile in quanto presenta elementi
concreti, basati, cioè, non su concezioni filosofiche
ma su dati oggettivi.
E’
poi stimolante procedere al confronto delle descrizioni
di Ezechiele e di Mosè con quelle di altri
personaggi biblici. Nel quarto capitolo del libro
di Geremia si legge: "Ecco, viene come una nuvola,
i suoi carri sono come l’uragano, i suoi cavalli
sono più veloci delle aquile" (Geremia
4, 13); Isaia descrive "il Signore, seduto sopra
un trono alto ed elevato; le estremità delle
sue vesti riempivano il Tempio. Dei Serafini stavano
davanti a lui; ciascuno aveva sei ali: con due si
coprivano la faccia, con due i piedi e con due volavano...
Vibravano gli stipiti delle porte per la voce di colui
che gridava, mentre il Tempio si riempiva di fumo"
(Isaia 6, 1 - 4). Nel libro dei Numeri è invece
riportata la descrizione del Signore che "scese
in una colonna di nube, si fermò all’ingresso
del Tabernacolo e chiamò Aronne e Maria..."
(Numeri 12, 5).
La
presenza di queste strane nuvole è piuttosto
frequente anche nelle profezie che trattano il ritorno
del Cristo e che sono contenute sia nel Vecchio che
nel Nuovo Testamento. Il profeta Daniele vide "venire
sulle nubi del cielo uno come un Figlio d’Uomo,
il quale s’avanzò fino all’Anziano
e fu condotto davanti a lui, che gli conferì
potere, maestà e regno, sì che tutti
i popoli, le nazioni e le genti di ogni lingua lo
servivano. Il suo potere è un potere eterno
che non passerà, e il suo regno non sarà
mai distrutto" (Daniele 7, 13 - 14). Nei versetti
a seguire Daniele manifesta un chiaro turbamento a
causa delle spaventose visioni alle quali sta assistendo
e ciò perché il secondo avvento del
Figlio dell’uomo avverrà con potenza
e gloria. Ed è proprio un Cristo giustiziere
quello descritto da Isaia nella Bibbia: "...Allora
la mano del Signore si farà conoscere ai suoi
servi e la sua collera ai suoi nemici. Perché,
ecco, il Signore viene col fuoco, il suo carro è
come un turbine, per saziare la sua collera con l’incendio
e le sue minacce con le fiamme di fuoco. Perché
il Signore giudicherà ogni mortale col fuoco
e con la spada e molti cadranno sotto i colpi del
Signore" (Isaia 66, 14 - 16).
Il
ritorno di Gesù - Cristo, quindi, avverrà
in contemporanea alla manifestazione massiva delle
intelligenze extraterrestri che, da sempre, sono in
contatto con noi (vedi articolo "Il ritorno del
Cristo"). Dalla lettura dei Vangeli, è
facile intuire che il tempo della seconda venuta del
Signore è prossimo anche se la data precisa
di questo straordinario evento non si conosce perché
"il giorno del Signore verrà come il ladro
nella notte" (Tessalonicesi 5, 2).
E’
invece chiaramente descritta, anche nell’Apocalisse
di Giovanni, la forma in cui tale manifestazione dovrà
avvenire: "Poi vidi una nube bianca e sopra la
nuvola assiso Uno simile al Figlio dell’uomo,
con una corona d’oro in capo e una falce tagliente
in mano. Un altro angelo uscì dal Tempio gridando
con gran voce a colui che sedeva sopra la nube..."
(Apocalisse 14, 14 - 15). E sempre di angeli si parla
nel decimo capitolo del medesimo libro: "Poi
vidi un altro Angelo potente, che scendeva dal cielo
avvolto da una nube; sopra il capo aveva l’iride,
il suo volto era come il sole e le gambe come colonne
di fuoco" (Apocalisse 10, 1).
Di
esempi di questo tipo sono piene le Sacre Scritture
e non basterebbe un libro per citarli tutti. Ciò
che però più deve colpire è il
fatto che questa chiave di lettura consente di comprendere
appieno il significato di concetti e descrizioni che
altrimenti parrebbero arcane e di difficile interpretazione.
Nel "Lexikon für Theologie und Kirche"
leggiamo che "in un tempo successivo agli ebrei...
era proibita la lettura dei capitoli d’apertura
e di chiusura del libro di Ezechiele per via della
difficile intelleggibilità". Anche se
oggi non viviamo più questo tipo di problema
non possiamo trascurare l’aspetto dogmatico
che caratterizza le varie istituzioni religiose e
che rappresenta, comunque, una limitazione al nostro
desiderio di conoscenza. E’ oggi più
che mai necessaria una visione totale della complessa
storia dell’evoluzione umana affinché
la manifestazione della potenza di Cristo non ci trovi
impreparati.
JOSEF
F. BLUMRICH
Josef
F. Blumrich nacque nel 1913 a Steyr, in Austria. Nel
1959 emigrò in America dove assunse la direzione
del reparto progettazione della NASA. Grazie alla
pubblicazione del suo libro "Da tat sich der
Himmel auf", nel quale dimostrò sulla
base di calcoli scientifici la natura extraterrestre
dei contatti del profeta biblico Ezechiele, divenne
famoso in tutto il mondo e partecipò a numerose
conferenze. Si occupò, inoltre, dello studio
di evidenti segni della presenza aliena nei ritrovamenti
archeologici che risalgono all’epoca preistorica.
La zecca austriaca ha emesso una medaglia che lo raffigura
insieme al modello di astronave da lui disegnato.