ROMA
- E' sepolta nei ghiacci l'arca di Noé dei semi. Il deposito
destinato a conservare e proteggere la biodiversità delle
colture alimentari di tutto il mondo si trova immerso nei
ghiacci dell'Artico, nel cuore di una montagna dell'arcipelago
norvegese delle Svalbard. E' destinato a contenere 100 milioni
di semi provenienti da 100 Paesi, assicurandone la conservazione,
per migliaia di anni.
"Insieme
ai movimenti internazionali per salvare le specie in via d'estinzione
o preservare la foresta pluviale del pianeta, è altrettanto
importante per tutti noi conservare la diversità delle colture
nel mondo per le generazioni future", ha detto il Nobel
Wangari Maathai, che ha depositato i primi semi. Ha partecipato
alla cerimonia di inaugurazione con il primo ministro norvegese
Jens Stoltenberg, il presidente della Commissione Europea
José Manuel Barroso ed esperti di agricoltura di tutto il
mondo.
Questa
cassaforte della biodiversità, secondo gli esperti, potrebbe
dimostrarsi indispensabile per far ripartire la produzione
agricola a livello regionale o mondiale in seguito a un disastro
naturale o provocato dall'uomo. Anche nel peggiore scenario
provocato dal riscaldamento globale, le stanze del deposito
rimarranno congelate per almeno 200 anni. Per il direttore
esecutivo del Fondo Mondiale per la Diversità delle Colture,
Cary Fowler, "l'apertura del deposito di sementi segna
una svolta storica nella protezione della diversità delle
colture mondiali, ma il 50% della diversità unica conservata
nelle banche di sementi rimane in pericolo. Stiamo cercando
di salvare queste varietà".
Finanziato
e costituito dalla Norvegia, il deposito è stato realizzato
con il supporto operativo del Fondo Mondiale per la Diversità
delle Colture mentre la gestione della struttura è affidata
al Centro nordico per le risorse genetiche (NordGen), che
renderà disponibile on line una banca dati dei campioni di
semi. Vicino al villaggio di Longyearbyen, nell'isola di Spitsbergen,
i semi sono conservati in tre stanze ad alta sicurezza, scavate
nel durissimo strato di terreno ghiacciato (permafrost), alle
quali si accede alla fine di un tunnel lungo 125 metri. Per
accedere al deposito bisogna superare quattro porte di acciaio
chiuse ermeticamente, le cui chiavi hanno codici diversi.
All'esterno il deposito è circondato da una rete di sensori
di movimento.
E'
il freddo, con una temperatura di 18 gradi sotto zero, ad
assicurare la conservazione dei semi, chiusi in contenitori
di alluminio sigillati. Freddo e umidità sono tali da conservare
i semi vitali molto a lungo. Si calcola ad esempio che quelli
di orzo possono durare 2.000 anni, il grano 1.700, e il sorgo
quasi 20.000 anni.
E'
questa la struttura destinata a contenere i semi dei più importanti
alimenti africani e asiatici come mais, riso, grano, fagioli
e sorgo, ma anche varietà europee e latino americane, con
melanzana, lattuga, orzo, e patata. Inizialmente i campioni
destinati al deposito sono 268.000, ognuno dei quali può contenere
centinaia di semi. In totale, i carichi di sementi finora
messi al sicuro nel deposito ammontano a circa dieci tonnellate,
custodite in 676 scatole.