Emanuela
Orlandi, la verità: le bugie del Vaticano e gli appelli
omicidi di Wojtyla. Parla Pino Nicotri
A 25 anni dalla
scomparsa, il caso Emanuela Orlandi è rimasto tra
i gialli irrisolti della cronaca italiana. Pino Nicotri
(qui il suo sito), ex giornalista de L'Espresso e oggi direttore
di Giornalettismo, ha scritto "Emanuela Orlandi. La
verità - dai Lupi Grigi alla Banda della Magliana"
(Baldini Castodi Dalai) in cui ripercorre il caso del rapimento,
dal silenzio della politica alle menzogne del Vaticano.
Giugno 2008, ricompare Sabrina
Minardi con rivelazioni scottanti. Nel libro scrivi che
molto probabilmente si tratta di una "sòla",
un bidone clamoroso. A che punto sono gli accertamenti e
dove si trova la Minardi adesso?
Non so dove si trovi la Minardi
e non credo serva saperlo. I riscontri alle sua dichiarazioni
fino ad ora non ci sono. L'unico riscontro è l'esistenza
dei vani sotterranei nella zona di Monteverde da lei indicata,
nei quali a suo dire sarebbe stata tenuta prigioniera Emanuela
Orlandi. Ma si tratta di un riscontro solo per modo di dire.
In che senso?
Se io dico che ho visto degli
elefanti volare nel Duomo di Milano e come prova indico
che nel duomo ci sono dei confessionali di legno e dei mosaici
in vetro alle pareti, il fatto che poi gli inquirenti li
trovino davvero non costituisce nessuna prova del fatto
che ci siano stati davvero degli elefanti che vi svolazzavano.
E le dichiarazioni della Minardi erano già voci di
corridoio da tempo.
Sì. Tant'è che
i magistrati avevano già sentito un'altra donna rivelare
le stesse cose poi dette dalla Minardi. E stanno cercando
una terza donna che pure dovrebbe confermare gli stessi
racconti.
E intanto i giornali hanno costruito
le loro teorie.
Qualcuno è arrivato a
scrivere addirittura che è stata trovata, nel garage
di Villa Borghese, la BMW sulla quale "Emanuela è
stata caricata quando è stata rapita" e che
le prove del Dna hanno dimostrato che l'auto è proprio
quella.
E' possibile?
Si tratta di balle colossali.
L'esame del Dna è stato fatto e si è rivelato
negativo, ovviamente. Dico ovviamente perché non
è affatto vero che era Emanuela Orlandi la ragazza
vista parlare con un signore sceso da una BMW davanti a
Palazzo Madama in corso Rinascimento, cioè di fronte
al Senato e vicino alla scuola di musica da lei frequentata.
La Minardi ha parlato anche di
Monsignor Marcinkus.
Sì. Dall'87 al gennaio
'90 ho abitato a Roma nel residence Marche, nella omonima
via a ridosso di via Veneto e a poca distanza da dove abitava
o aveva abitato monsignor Marcinkus in un immobile annesso
alla chiesa di fronte all'hotel Thea. Un dirigente di quell'hotel
mi ha raccontato su Marcinkus cose che facevo fatica a credere,
ma che mi sono state confermate da alcune mature professioniste
del sesso della vicina via Veneto che lui riceveva a tarda
ora.
So quindi per certo che Marcinkus
non poteva far sesso con ragazze giovani, perciò
non può essere vero quello che racconta la Minardi
riguardo il suo rifornire di giovanette lo stesso Marcinkus.
Lui preferiva signore dell'età di Catherine Deneuve,
attrice con la quale per esempio mi è stato raccontato
che avesse o avesse avuto una relazione.
Torniamo alla Minardi, che faceva
anche uso di stupefacenti.
Un punto interessante. Tutti sanno e scrivono che la Minardi
è devastata dai problemi di droga e per questo motivo
scusano le altre grossolane e accertate imprecisioni della
sua "testimonianza". Mi chiedo però perché
mai dovrebbe invece ricordare bene, senza imprecisioni,
proprio e solo ciò che riguarda Emanuela. Se ha la
memoria in pappa a causa della droga, ce l'ha in pappa tutta,
non solo a porzioni, quindi può ricordare male o
malissimo anche ciò che secondo lei si riferisce
alla ragazza.
Scrivi che l'obiettivo nel corso delle indagini è
tenere i fari lontani da Giovanni Paolo II e dal suo entourage,
difficilmente santificabile. Quali sono le responsabilità
del Vaticano sulla scomparsa di Emanuela?
La sentenza istruttoria del magistrato
Adele Rando del dicembre '97 attribuisce al Vaticano varie
responsabilità tra cui avere impedito l'interrogatorio
di alcuni cardinali della Segreteria di Stato; il fatto
che il Giudice Unico del Vaticano che rigettava le richieste
italiane di interrogare prelati d'Oltretevere, dottor Giunluigi
Marrone, era (e credo sia tuttora!), la stessa persona che
in qualità di responsabile dell'Ufficio legale del
Parlamento italiano inoltrava le richieste in Vaticano.
Che significa...
In altre parole: Marrone in Vaticano
rispondeva "No!" a quello che lui stesso aveva
chiesto nei panni di Marrone in Italia. Ulteriore cosa strana,
una segretaria di Marrone era (e credo sia tutt'ora) Natalina
Orlandi, cioè la sorella maggiore di Emanuela. Tutte
cose che la stampa e i mass media più grandi pur
avendole apprese dai miei libri, il primo è del '92,
e dalle mie varie interviste a radio private e tv locali,
si guarda bene dallo scrivere.
Cosa non si vuole scrivere la
stampa?
Faccio alcuni esempi. Avere ordinato
per telefono al testimone Raul Bonarelli di mentire ai magistrati
(l'intercettazione è agli atti dell'inchiesta), vice
capo della Vigilanza vaticana. L'ordine gli è stato
impartito da monsignor Bertani, "cappellano di Sua
Santità", il giorno prima di essere interrogato.
Questa notizia è comparsa solo su L'Espresso. Poi
avere sabotato l'inchiesta giudiziaria italiana fornendo
in ritardo e comunque completamente smagnetizzati i nastri
con le telefonate giunte in Vaticano da parte del millantatore
- soprannominato l'Americano - che si spacciava come portavoce
dei "rapitori".
Poi avere fatto finta che esistesse
la "linea telefonica riservata" ai "rapitori"
raggiungibile tramite il codice segreto "1 5 4",
che peraltro era meno segreto del segreto di Pulcinella,
essendo stato pubblicato per ben due volte in particolare
dall'ANSA; avere avvalorato la tesi del rapimento sia di
Emanuela prima e poi anche di Emanuela Gregori senza mai
nessuno straccio di indizio che potesse far pensare si trattasse
davvero di rapimento, particolarmente assurdo per la Gregori.
Di fatto così si sono depistate le indagini, indirizzandole
volutamente su binari morti.
Poi avere lanciato, tramite papa
Wojtyla, vari appelli per Emanuela e uno anche per Gregori,
quando era già ben noto - a causa degli oltre 500
rapimenti a scopo di estrosione avveniti i Italia dal '68
all'83 - che in questi casi l'unica cosa da fare è
tacere e trattare. Altrimenti, in caso di battage, i rapitori
preferiscono sbarazzarsi del rapito. Gli appelli di Wojtyla
sono in buona sostanza una condana a morte per Emanuela:
poiché non è pensabile una cosa simile, l'unica
conclusione è che in Vaticano già sapessero
che Emanuela era morta. E morto per responsabilità
di qualcuno abbastanza in alto nella gerarchia vaticana.
Poi il cardinale di Curia Silvio
Oddi ha taciuto per 10 anni elementi che se rivelati subito
ai magistrati avrebbero potuto essere risolutori. Dopo 10
anni invece erano ormai inutili, difficilmente verificabili.
In più, non ha mai rivelato che ai suoi familiari
raccontava che Emanuela era l'amante di un altro cardinale.
Tutto ciò che i "rapitori"
hanno fatto trovare come "prova" del loro essere
in possesso di Emanuela è solo ed esclusivamente
la fotocopia prima di una facciata e poi dell'altra della
tessera di iscrizione di Emanuela alla scuola di musica
Lodovico Da Victoria, adicente alla omonima chiesa dove
in seguito è stato sepolto il boss della Banda della
Magliana Enrico De Pedis, detto Renatino. Solo fotocopie
e mai l'originale. Ma le fotocopie è ovvio che possono
esere state fatte nella segreteria del Da Victoria, istituto
- si noti bene - di proprietà del Vaticano. Infatti
un duplicato o almeno una fotocopia di ogni documento rilasciato
- patente, carta di identità, passaporto, tesserino
universitario, tessera di iscrizione a una qualsiasi scuola
o anche solo club, tesserino professionale, ecc- viene sempre
conservata nell'archivio dell'ufficio che lo ha rilasciato.
Comunque a pagina 182 del mio
libro (sotto) c'è l'elenco completo delle colpe del
Vaticano. Che non son affatto poche.
Quale sarebbe il legame tra Julius Paetz, noto pedofilo
e segretario dell'anticamera di Giovanni Paolo II, ed Emanuela
Orlandi? Ci sono prove di eventuali violenze sessuali subite
dalla ragazza?
Paetz più che un pedofilo
vero e proprio era un noto omosessuale, con inclinazioni
verso i giovani. Nel libro specifico che non si sa se avesse
contatti con Emanuela, e il suo essere gay lo farebbe escludere,
però il fatto che lui fosse il responsabile dell'Anticamera
di papa Wojtyla e che monsignor Bertani nel fosse il cappellano
indica che la moralità era bassa anche ai massimi
livelli.
In Italia la maggior parte dei
politici di destra e di sinistra sostiene che il Vaticano
non influenza più la vita dello Stato come in passato.
Quei politici mentono. Il Vaticano
conta e influisce eccome! La cortina impenetrabile e il
raccontar frottole per oltre 25 anni sono la prova migliore
che la Orlandi non è sparita per responsabilità
di un qualche barista o guardia svizzera o fattorino vaticano,
ma per responsabilità molto più in alto. Molto.
Scrive che si è stupito
della mancata curiosità degli Orlandi, dei loro avvocati
e degli inquirenti nei confronti del suo lavoro. A questo
punto è naturale pensare che la procedura di indagine
sia una mera formalità e che i diretti interessati
e i loro difensori conoscano da anni una verità che
però non può essere rivelata e che riguarda
il Vaticano. Crede sia possibile?
La verità dubito che la
conoscano. E' più probabile che l'abbiano intuita,
e so che si sono resi conto che il Vaticano mente, nasconde
e dilaziona. Ciò è sicuro almeno per quanto
riguarda Ercole Orlandi, il papà di Emanuela, più
un altro membro della famiglia del quale non posso far il
nome.
Cossiga e Andreotti crede che
possano e vogliano fare rivelazioni importanti prima del
ritiro dalla scena politica?
Spero di sì. Andreotti
la verità la conosce di certo. Cossiga non lo so,
ma o l'ha intuita o l'ha appresa per vie indirette.
Qual è la verità
più plausibile emersa finora sulla scomparsa di Emanuela
Orlandi?
Che non si vuole, assolutamente
non si vuole che la verità venga a galla.