M.O.,
Offensiva Usa su insediamenti, Mitchell da Netanyahu.
Obama
vuole un blocco totale degli insediamenti
(Apcom) - Dopo Siria, Egitto e Cisgiordania, l'inviato speciale
Usa per il Medio Oriente torna oggi in Israele per un incontro
con il premier Benjamin Netanyahu, incontro che sarà
interamente dedicato all'annosa questione degli insediamenti
israeliani sui territori palestinesi. Ad accoglierlo non troverà
un clima favorevole: fin da ieri sera alcune centinaia di
ebrei ultraconservatori manifestano davanti alla casa del
premier a Gerusalemme, scandendo slogan contro l'amministrazione
americana. George Mitchell ha affermato che dovranno essere
compiute delle scelte difficili per giungere ad un accordo
globale di pace in Medioriente. Finora il premier conservatore
israeliano ha sempre escluso di congelare completamente la
costruzione di nuovi insediamenti, sostenendo - come riporta
la Bbc online - che deve essere garantita uno "sviluppo
naturale" degli stessi. La questione degli insediamenti
sta diventando il nodo cruciale del processo di pace e anche
il pomo della discordia nelle relazioni con gli Usa, da quando
il presidente Barack Obama ha chiesto il blocco totale di
qualsiasi costruzione israeliana nei territori palestinesi.
Alla questione si sono dedicati anche il ministro della Difesa
Usa, Robert Gates, in Israele prima di recarsi nella capitale
irachena, e se ne occuperanno ancora in questi giorni altri
due inviati di Obama: James Jones, Consigliere per la sicurezza
nazionale del Presidente e Dennis Ross, uno dei diplomatici
americani con maggiore esperienza. SOno oltre 450mila gli
israeliani che vivono nei territori palestinesi occupati in
Cisgiordania e a Gerusalemme est. (28 luglio 2009)