Anita
Pallara è di Bari e ha 18 anni. È ammalata di atrofia muscolare
spinale 2 e, come scrive sul forum del sito Distrofici.it,
è “una ragazza attiva e pazza a detta di molti” e le piace
la musica di ogni genere. Soprattutto, è un’adolescente battagliera
e coraggiosa. Sulla scia del dibattito aperto dalla scelta
di Giuliano Ferrara di creare una lista Pro Life, contro l’aborto,
sul suo blog ha scritto una lettera aperta indirizzata al
direttore de Il Foglio, difendendo il diritto di una madre
di decidere sul futuro della vita che porta in grembo. E si
firma: “ex feto malato”.
Panorama.it , con il suo consenso, la riporta integralmente
e vi invita a dire la vostra.
Lettera
aperta a Giuliano Ferrara
di
Anita Pallara
Io
sono il feto malato….
Mi chiamo Anita, ho 18 anni e sono un ex feto malato… ora
sono una ragazza “malata”, ho una malattia neuromuscolare,
in inglese SMA, molto simile alla sclerosi laterale amiotrofica,
solo che la Sma colpisce i bambini. Si divide in tre forme:
la prima, ossia la più grave, impedisce quasi ogni movimento
e si manifesta nei primi mesi di vita del bambino e colpisce
anche l’apparato respiratorio e spesso provoca la morte entro
i primi anni di vita, la seconda (della quale sono affetta
io) si manifesta entro l’anno di vita e impedisce di camminare
e porta alla scoliosi e anch’essa colpisce l’apparato respiratorio
e porta all’utilizzo di un respiratore durante la notte e
fin dai primi anni di vita all’utilizzo di una carrozzina
elettrica, la terza è la meno grave ma porta comunque negli
anni all’utilizzo della carrozzina. È una malattia genetica
rara e quindi non rientra nelle patologie che vengono sottoposte
al controllo prima della nascita, a meno che non ci siano
casi in famiglia. Suppongo che la domanda sorga spontanea…
sono contenta di essere nata? Ovviamente sì, sono fiera di
ciò che sono, amo la mia vita con tutte le sue difficoltà,
vivo una vita piena, molto più piena di quanto si possa immaginare,
ho una famiglia stupenda che mi ha voluta, che quando ha saputo
delle mia malattia ha avuto un primo momento di sconforto
poi si è rimboccata le maniche e mi ha cresciuto normalmente
come tutti gli altri bambini… Ora mi crescono come una ragazza
“normale” (esiste la normalità?).
Nella mia vita sono passata da tante situazioni, dai reparti
di neurologia pediatrica alle rianimazioni… ai convegni sulla
mia malattia, che sono dei raduni carichi di speranza, di
dolore, di gioia di vivere… Ho visto genitori straziati dal
dolore di aver perso un figlio, tanto velocemente e con tante
sofferenze… Ho visto bimbi di due anni su una carrozzina attaccati
ad un respiratore impossibilitati a muoversi dalla testa ai
piedi, eppure carichi di vita, ne ho visti altri con lo sguardo
stanco… Chi si batte tanto a parlare di vita, di diritto alla
vita, temo che ne sappia ben poco del vero valore di questa
parola, forse parliamo tanto di diritto alla vita di questi
tempi perché ci sembra di vivere passivamente e allora ci
battiamo più che per il diritto di vita degli altri per riaccendere
la nostra volontà di vivere.
Qualcuno potrebbe dirmi “se tua madre avesse saputo della
tua malattia tu non saresti nata”, sì è vero, mia madre avrebbe
avuto il difficilissimo e dolorosissimo compito di scegliere
se perdere un figlio o metterlo al mondo anche se malato.
Bene, mia madre dopo aver avuto me ha provato a darmi un fratellino
e ha fatto tutti gli esami ed è risultato che anch’esso era
malato… potete immaginare la tragedia interna di mia madre…
abortire e perdere un figlio e in un certo senso rinnegarmi
o mettere al mondo un bimbo malato (senza sapere quale forma
di malattia potesse avere)…. bene mia madre da donna, da madre,
ha preso la decisione più giusta… ossia abortire. È forse
stata un mostro? un’assassina? o forse è stata coraggiosa,
saggia, e ha evitato di mettere al mondo un bimbo destinato
a soffrire… Ognuno la può interpretare come vuole… ma è proprio
questo il punto, la libertà. Per libertà non intendo poter
fare ciò che si vuole (come spesso viene interpretata la libertà)
ma essere liberi di poter compiere una scelta, dolorosa in
qualsiasi caso, di non sentirsi dei mostri se si compie una
o l’altra scelta. Dio stesso ha fornito all’uomo il libero
arbitrio…
Concludo rivolgendomi direttamente a lei signor Ferrara. Io
personalmente trovo la sua “lista-crociata” anti-abortista
del tutto fuori posto, trovo decisamente inadeguato usare
un tema così delicato e che tocca così profondamente e personalmente
milioni di donne e di uomini, come campagna elettorale. Lei
ha messo sullo stesso piano la moratoria sulla pena di morte
e l’aborto, trovo difficile comprendere questa comparazione,
visto che nel caso della moratoria sulla pena di morte si
parla di evitare che persone adulte che hanno compiuto un
crimine atroce, e già per questo hanno perso la loro umanità,
vengano uccise, per evitare che anche la giustizia si disumanizzi,
mentre nel caso dell’aborto parliamo di donne che si trovano
davanti a un bivio atroce e non hanno nessuna colpa se non
quella di cercare il meglio per sé e per i propri figli…
Finisco dicendole che se per lei abortire è come compiere
un omicidio… bene… sono fiera che mia madre sia un’assassina.
Cordiali saluti.