ROMA
- L'amore di mamma è un'alchimia perfetta di ormoni e altre
molecole che si innesca sin nel pancione, orchestrata per
proteggere il piccolo dalle insidie del mondo, donargli
sicurezza e insegnarli ad amare gli altri. Sono ormai tantissimi,
infatti, gli studi scientifici che svelano, uno a uno, i
segreti dell'amore e dell'istinto materno, il dono inestimabile
che tutti i figli festeggeranno domenica nel giorno dedicato
alle mamme.
Alla
base dell'affetto incondizionato di ogni mamma per i propri
piccoli c'é la spinta evolutiva volta a massimizzare le
chance di sopravvivenza dei cuccioli. Proprio per proteggerli
dai pericoli, accompagnarli nella crescita e renderli autonomi,
la mamma spende tantissime energie nella cura dei piccoli.
La sua guida è l'istinto, fatto di un mix 'magico' di ormoni
e da una regia precisa nel suo cervello.
Primo
motore dell'amore materno è l"ormone dell'affettò,
l'ossitocina, una molecola prodotta dal cervello alla base
dell'attaccamento mamma-figlio. L'ossitocina, infatti, è
prodotta in grandi quantità sia dalla mamma sia dal neonato,
aumenta durante la gravidanza ed è fondamentale nell'allattamento.
Non
a caso uno studio pubblicato sulla rivista PNAS dall'equipe
di psicologi di Seth Pollak dell'Università del Wisconsin-Madison
ha dimostrato di recente che bimbi che hanno perso la mamma
e l'affetto di una famiglia presentano a lungo termine deficit
di ossitocina. Non è tutto, uno studio italiano pubblicato
sulla rivista Science ha dimostrato che il legame madre-figlio
dipende dai circuiti cerebrali del piacere, del dolore e
delle tossicodipendenze, ossia dal 'sistema degli oppioidi'
dove sono prodotte e agiscono le endorfine.
Secondo
quanto riferito da Francesca D'Amato dell'Istituto di Neuroscienze,
Psicobiologia e Psicofarmacologia del Consiglio Nazionale
delle Ricerche (CNR) di Roma, topolini privati dei recettori
cerebrali specifici per rispondere agli oppioidi sono incapaci
di affezionarsi alla propria mamma. Infatti questi cuccioli,
allontanati da lei, non 'piangono' e non la cercano mentre
i cuccioli normali, privati della presenza materna, sono
inconsolabili a meno che gli scienziati non somministrino
loro morfina, la molecola che, appunto, attiva i circuiti
degli oppioidi.
A conferma
dell'importanza degli oppiodi per far scattare l'amore madre-figlio,
un recentissimo studio pubblicato su PNAS dall'italiano
Dario Maestripieri che lavora all'ateneo di Chicago, ha
scovato il 'gene dei mammoni', ovvero il gene per un recettore
delle endorfine che rende i cuccioli particolarmente attaccati
alla mamma e incapaci di separarsene.
E non
è solo nelle molecole che si riscontra l'unicità dell'amore
materno: la mamma ha un istinto senza pari che le permette
di capire prima di chiunque altro il proprio bimbo, di empatizzare
con lui per essere pronta ad accudirlo in ogni situazione.
Infatti uno studio di ricercatori dell'Istituto di bioimmagini
e fisiologia molecolare del Cnr di Milano-Segrate e del
Dipartimento di psicologia dell'Università di Milano-Bicocca,
coordinati da Alice Mado Proverbio e Alberto Zani ha dimostrato
che l'empatia di mamma di fronte alle sofferenze di un bimbo
è molto più forte e profonda di quella sia dei padri sia
di uomini e donne che non hanno figli. Il cervello materno,
infatti, reagisce prontamente al pianto del bambino, 'sobbalzando'
in pochi millesimi di secondo.
Le reazioni
di papà sono più lente, di gran lunga più lente sono poi
quelle di adulti non genitori. La magia dell'amore materno
è unica e tutti questi studi sono importantissimi perché
aiutano a fare luce su quel 'buco nero' che è la depressione
post-partum, che purtroppo, probabilmente se alcuni di questi
ingranaggi si spezzano, impedisce alla donna di amare fino
in fondo il proprio bimbo.