“…Per
almeno otto anni abbiamo condotto indagini sulla base di quanto
affermato dalle presunte vittime di abusi rituali…Spetta
ora agli specialisti in ambito psichiatrico, e non alle forze
dell'ordine, spiegare perché le vittime raccontano cose che
non risultano essere avvenute…" Kenneth V. Lanning, dell'Unità
Scientifica Comportamentale dell'FBI, a proposito del processo
riguardante l'asilo McMartin a Manhattan Beach- USA
Mai
come ora, mentre in Italia si diffondono i casi di falsi abusi
riguardanti le scuole materne, è di grande attualità la vicenda
dell'asilo McMartin, sviluppatosi negli USA nel 1983.
Il
processo McMartin ha condotto gli americani a costruire una
drammatica similitudine con il processo contro le streghe
di Salem del 1692. E' proprio il clima di "caccia alle
streghe" ad animare diversi processi in corso in Italia.
Il
caso McMartin è sfociato in una corposa inchiesta giornalistica,
gli autori della quale hanno prodotto un libro (Debbie Nathan
e Michael Snedeker - SATAN'S SILENCE ritual abuse and the
making of a modern american witch hunt - Basick Books 1995)
che è acquistabile via internet presso la libreria online
Amazon.com.
Sul
"caso McMartin" è stato anche girato un film intitolato
"Indictment: The McMartin Trial", prodotto dal famoso
regista Oliver Stone e diretto da Mick Jackson, trasmesso
anche in Italia nell'estate del 2001 con il titolo "L'asilo
maledetto".
seguito di questo caso, rivelatosi un enorme esempio di psicosi
collettiva, sono nati in America siti, fondazioni e associazioni
che ancora oggi si occupano del fenomeno dei falsi abusi sui
minori e delle false memorie.
Cliccando
sui link seguenti, ad esempio, è possibile visitare alcuni
di questi siti (in lingua inglese).
In
rete è possibile trovare molto altro ancora, cercando "McMartin
preschool" sui principali motori di ricerca.
Il
caso McMartin è stato studiato a fondo e le sue dinamiche
hanno portato negli States alla revisione di tutta la tematica
relativa all'ascolto dei minori e dei loro genitori. L'incredibile
modo con il quale gli inquirenti hanno dato credito alle dichiarazioni
di una madre mentalmente disturbata e ai racconti fantasiosi
di un gruppo di bambini (indotti dai genitori e dagli inquirenti),
ancora oggi non risulta spiegabile se non secondo i canoni
della psicosi di gruppo, fomentata dalla veemente campagna
accusatoria dei media locali.
In
tutto ciò, per trovare una spiegazione "logica"
a racconti di circostanze di per sè inspiegabili, è stata
costruita l'accusa di "abusi rituali satanici",
ovvero un "abito" adatto a tutte le taglie e a tutte
le stagioni, ideale per "giustificare" anche le
accuse più paradossali.
Il
tema degli abusi satanici, ricorrente anche nei casi italiani,
viene ipotizzato quando i racconti fantasiosi dei bambini
assumono toni grotteschi e al limite del ridicolo.
In
pratica, quando non si riesce a trovare una spiegazione logica
a racconti surreali e stravaganti, invece di valutare adeguatamente
l'evidenza, si preferisce intraprendere la strada dell'esoterico
e del trascendente.
Vengono
così giudicati credibili dagli inquirenti, incuranti del ridicolo,
i racconti di bizzarri rituali conditi con sangue, chiese,
croci infuocate, sacrifici animali e umani, pozioni magiche,
streghe volanti e apparizioni di demoni, in perfetta sintonia
con la classica iconografia del filone cinematografico dell'orrore.
L'assenza
completa e assoluta di prove, comunque, non ha impedito di
portare a processo gli imputati dell'asilo McMartin, tutti
assolti poi dalla giuria con formula piena.
Un
esempio piccolo e paradossale dell'incapacità di comprendere
le dichiarazioni del minori è rappresentato dai tristemente
famosi "tunnel", attraverso i quali, secondo l'accusa,
i presunti abusanti conducevano i bambini al di fuori dell'asilo.
Tunnel, ovviamente, mai rinvenuti.
Questo
è solo un esempio dei gravi errori degli inquirenti, errori
dovuti a superficialità, inesperienza e da un forte presupposto
di colpevolezza che anima la magistratura dinnanzi a questi
casi.
Di
seguito troverete un breve riassunto dell'intero caso McMartin.
Il caso McMartin
Il
processo più sensazionale celebrato in USA e riguardante un
caso clamoroso di falsi abusi sui minori fu quello contro
i proprietari e gli insegnanti della scuola materna McMartin
di Manhattan Beach, California. Fu il più lungo processo penale
della storia statunitense (6 anni, dal 1983 al 1989), oltreché
il più costoso ($15.000.000 spesi dallo stato di California),
e si concluse con la piena assoluzione degli imputati.
La
McMartin Pre-School era di proprietà di Peggy Buckey e di
sua madre, Virginia McMartin. Ray Buckey (25 anni) figlio
di Peggy, lavorava alla scuola come assistente part-time.
Il 12 agosto 1983 la trentenne Judy Johnson, introversa ex-studentessa
di teologia, si rivolse alla polizia dicendo che suo figlio
Matthew di due anni era stato molestato a scuola da Ray Buckey.
Incredibilmente, benché non ci fossero segni di violenza fisica
né conferme da parte di altri bambini, Ray fu arrestato il
2 settembre, e la sua casa perquisita in cerca di prove e/o
di materiale pornografico. Non fu trovato niente, Ray negò
con forza ogni accusa e venne rilasciato.
Il
capo della polizia di Manhattan Beach fomentò il panico spedendo
una lettera "strettamente riservata" a circa 200
genitori di alunni ed ex-alunni della McMartin. Nella lettera
si riteneva "possibile" che Ray, "fingendo
di misurare la loro temperatura", avesse sottoposto i
bambini a "sesso orale, palpazioni dell'area genitale
e delle natiche, sodomia". I genitori erano invitati
a cercare conferma interrogando i bambini.
Più
tardi, centinaia di bambini furono esaminati dal CII, Children's
Institute International. Entro la primavera 1984, a 360 di
essi venne diagnosticato un trauma psicologico da subite violenze
sessuali.
Una
TV locale affiliata all'ABC venne a sapere della cosa, e trasmise
un servizio su un possibile collegamento tra la scuola e giri
di pornografia infantile e di "industria del sesso"
nei paraggi di Los Angeles.
L'intera
città, in primis i genitori delle presunte vittime, fu presa
dall'isteria: i bambini furono sottoposti a pressioni continue
da parte dei genitori e del CII, e ricompensati se davano
le risposte "giuste" a domande sempre più subdole
e capziose. Ne venne fuori che erano stati stuprati; che erano
stati costretti a partecipare a film pornografici e a farsi
fotografare; che avevano assistito alla mutilazione e all'uccisione
di animali; che erano stati costretti a partecipare a rituali
satanici, compreso l'omicidio rituale di bambini dei quali
Ray aveva bevuto il sangue e bruciati i cadaveri; che avevano
visto partecipare ai riti noti attori come Chuck Norris e
uomini politici; che erano stati chiusi in una bara e calati
in una fossa; che erano stati molestati in un mercato e in
un autolavaggio; che erano stati costretti a guardare mentre
Ray Buckey uccideva una testuggine piantandole un coltello
nel guscio, dimostrazione di cosa sarebbe successo loro se
avessero parlato; che erano stati portati in aereo a Palm
Springs, violentati e riportati indietro; che erano stati
portati in tunnels sotto la scuola e violentati (non fu mai
trovato alcun tunnel); che avevano visto streghe volare.
Per
ciascun interrogatorio lo Stato di California (e quindi i
contribuenti) pagò al CII 455 dollari. Poiché furono esaminati
più di 400 bambini, la cifra totale è di quasi cinque miliardi
di lire, soldi che finirono per buona parte nelle tasche dei
dirigenti e operatori dell'istituto.
Oltre
a Ray, vennero arrestati anche Peggy Buckey, Virginia McMartin
e quattro insegnanti. Nel 1986, poco prima del primo processo,
un sondaggio presso i residenti nella contea di Los Angeles
mostrò che il 90% dei potenziali giurati riteneva Ray e Peggy
colpevoli. Gli avvocati difensori chiesero che il processo
si svolgesse in un'altra contea, ma il giudice rifiutò. Intanto
Judy Johnson continuava a rilasciare deposizioni: tra l'altro,
dichiarò che il suo ex-marito aveva sodomizzato Matthew, che
ignoti erano penetrati in casa sua per sodomizzare il suo
cane, che Matthew era stato ferito da un elefante e da un
leone durante una gita scolastica, nonché torturato dai suoi
insegnanti che gli avevano cucito orecchie, capezzoli e lingua
con punti metallici e gli avevano ficcato le forbici in un
occhio. Inutile dire che sul corpo del bimbo non furono trovati
segni di nessuna di queste violenze. Più tardi Judy dichiarò
di avere poteri divini, e le venne diagnosticata un'acuta
paranoia schizofrenica. Dopo la perdita della potestà su Matthew
e una convalescenza in clinica, morì di cirrosi epatica, a
pochi giorni dall'inizio del processo. La Procura Distrettuale
cercò di nascondere alla difesa la documentazione della sua
malattia mentale.
Nel
frattempo la polizia ispezionò 11 dei luoghi indicati dai
bambini, senza trovare niente. Gruppi di genitori scavarono
nel cortile della scuola in cerca dei famosi tunnels, di ambienti
sotterranei e/o di resti di bambini e animali sacrificati.
Trovarono solo la carcassa di una testuggine, ma una perizia
dimostrò che la sabbia trovata all'interno del guscio era
diversa da quella dell'area circostante. Ciò indicava che
qualcuno aveva trovato la carcassa in una spiaggia più distante,
e l'aveva sotterrata nel cortile.
Nel
marzo 1984, sui 7 imputati si abbattè una gragnuola di capi
d'accusa (per la precisione 208) riguardanti abusi su 40 bambini.
Dopo 20 mesi di udienze preliminari, l'infondatezza del teorema
era più che evidente. L'accusa fece offerte di sconti di pena
a ciascun imputato perché testimoniasse contro gli altri,
ma nessuno accettò. In aula vennero prodotte ben poche "prove":
un paio di orecchie di coniglio, candele nere ed un mantello.
Gli avvocati difensori non ebbero difficoltà a provare che
tali oggetti non erano minimamente collegati al caso McMartin.
Nel
gennaio 1986 fu eletto il nuovo Procuratore Distrettuale,
Ira Reiner, che fece cadere tutte le accuse contro 5 degli
imputati. Restavano solo 52 capi d'imputazione contro Ray
Buckey e 20 contro Peggy Buckey, più un'accusa comune di associazione
a delinquere. Secondo un sondaggio telefonico, il 96% dei
residenti nella contea aveva sentito parlare del caso, il
97% di quanti si erano fatti un'opinione riteneva Ray Buckey
colpevole, mentre "solo" il 93% pensava lo stesso
di Peggy Buckey.
Il
18 gennaio 1990, dopo quasi 3 mesi di udienze e 9 di discussione,
la giuria assolse Peggy Buckey dagli ultimi 13 capi d'accusa
e prosciolse Ray per 39 capi d'accusa su 52, spaccandosi però
sui rimanenti (ma con la maggioranza dei giurati schierata
per l'assoluzione). Per questi ultimi Ray fu ri-processato
nell'agosto successivo e assolto una volta per tutte.
Peggy
querelò immediatamente il Comune, la Contea, il CII e la ABC.
Pochi mesi dopo, anche Virginia McMartin e altri due imputati
intentarono una causa. Questi tentativi fallirono perché una
legge statale e diversi precedenti giuridici sancivano l'assoluta
immunità di enti e associazioni come il CII nel caso collaborassero
con la Pubblica Accusa.
Gli
eventi di Manhattan Beach hanno rovinato molte vite. Centinaia
di bambini, oggi teenagers, credono ancora di essere stati
stuprati e seviziati durante grotteschi rituali. Sette adulti
sono finiti sul lastrico. La scuola è stata chiusa e demolita.
L'irresponsabilità dei media ha terrorizzato l'intera regione,
e molti casi-fotocopia si sono verificati in Nordamerica e
nel mondo.