Sono
scattate le manette ai polsi per don Giuseppe Abbiati, 68
anni, dopo la conferma della condanna da parte della corte
di Cassazione a 4 anni e 8 mesi di reclusione per aver violentato
tre ragazzi a Borgarello, dove era parroco. Per il sacerdote
si sono aperte le porte del carcere di Pavia, e questo fatto
sembra smentire il principio secondo cui i religiosi accusati
di pedofilia e molestie sessuali godano della più assoluta
impunità, nel nostro Paese ma anche all'estero, presso
comunità cattoliche influenti. Da vedere se sarà
un precedente o rimarrà un caso isolato. Parallelamente
in Irlanda, Paese dove la Chiesa cattolica è da sempre
molto presente nella vita della gente, è stato approvato
il progetto di un monumento per tutte i minori che sono stati
vittime di violenze sessuali e maltrattamenti da parte del
clero cattolico. Una triste e vergognosa prassi, portata allo
scoperto dal Ryan Report, un'indagine durata oltre dieci anni,
su 40 anni di abusi commessi all'interno degli istituti religiosi.
Il governo di Dublino è riuscito a reperire 25 milioni
di euro per questa e altre iniziative, malgrado il momento
di crisi, come a voler fare luce su quello che è uno
dei capitoli più oscuri della sua storia recente. Il
ministro dell'infanzia Barry Andrews pensa inoltre ad una
giornata del ricordo, simile a quelle già esistenti
per ricordare le vittime della Shoah e delle foibe, per ricordare
quanti di questi bambini sono morti per i traumi di queste
violenze. 270 assistenti sociali e psicologi seguiranno le
giovani e meno giovani vittime con il sussidio dell'assistenza
pubblica, mentre tutte le strutture religiose dovranno aprire
le porte ad ispettori governativi, per evitare il proseguirsi
e il reiterarsi degli abusi. Azioni importanti, in un Paese
dove la Chiesa era considerata autorità assoluta e
inattaccabile, più ancora che in Italia per molti aspetti.
(3 agosto 2009)