Africa:
colpevole silenzio su Corte penale e violazione diritti umani.
“Nella
giornata in cui al G8 si parla di Africa ci piacerebbe che
qualcuno avesse il coraggio di affrontare il tema dei conflitti
dimenticati e delle violazioni dei diritti umani che proseguono
sistematicamente in molti paesi, Sudan e Libia solo per citarne
qualcuno, e perpetrati impunemente sotto lo sguardo impotente
della Corte penale Internazionale”.
E’ quanto si legge in una nota del presidente di Italians
for Darfur, Antonella Napoli. associazione onlus impegnata
nella difesa dei diritti umani e nella sensibilizzazione sulla
crisi umanitaria in corso nella regione sudanese.
“Da quando undici anni fa è stato firmato a Roma
lo Statuto della Corte Penale Internazionale – prosegue
la Napoli – si sono succeduti tragedie e guerre, spesso
ignorate per lungo tempo, che testimoniano l’importanza
di un Tribunale forte e credibile, in grado di contrapporsi
in modo efficace e di poter perseguire coloro che si sono
macchiati di gravi crimini contro l’umanità.
Alcuni processi si stanno svolgendo e riguardano tutte vicende
africane: il Congo, l’Uganda, la Repubblica Centroafricana
mentre il procedimento nei confronti del presidente del Sudan
Omar al Bashir, nonostante sia stato spiccato un mandato di
arresto per i crimini compiuti in Darfur dal 2003 ad oggi,
subisce continui attacchi e rallentamenti”.
“Tra gli otto paesi del G8 non sono mancate finora posizioni
fortemente critiche nei confronti della Corte – sottolinea
il presidente di Italians for Darfur – anzi Russia e
Cina hanno spesso boicottato le azioni del Tribunale penale
internazionale. L’Italia, invece, pur avendo aderito
alla Corte non ha mai adeguato il proprio ordinamento giudiziario
allo Statuto di Roma rischiando così di non poter arrestare
un criminale che si rifugiasse sul proprio territorio. A tal
proposito vogliamo ricordare al ministro Frattini le rassicurazioni
che ci ha fatto pervenire nel giorno del cinquantennale della
Dichiarazione dei diritti umani affermando che l’Italia
a breve avrebbe provveduto a sanare questa mancanza”.
“Avremmo sperato che durante questo G8 – conclude
Antonella Napoli - si desse in qualche modo un nuovo slancio
all’azione della Corte penale internazionale. Così
finora non è stato e il rischio di un arretramento
nella difesa dei diritti umani e nel perseguimento di genocidi
e di crimini contro l’umanità non è poi
così aleatorio”. (10 luglio 2009)
di Antonella Napoli
Presidente Italians for Darfur