Il Gazzettino

Crimini di guerra in Somalia

I miliziani legati ad Al Qaeda annunciano: "Rimarranno solo musulmani".
L'allarme delle Nazioni Unite: "In Somalia si stanno violando i diritti fondamentali".

da EuMagazine

I soldati del movimento chiamato Al Shabaab, che tradotto significa Gioventù in arabo, non hanno fermato gli attentati. L’ultimo in ordine di tempo è la decapitazione di sette cristiani. La notizia ha avuto conferme e smentite, sta di fatto che i corpi martoriati delle vittime sono stati mostrati in pubblica piazza e le immagini trasmesse sui siti jihadisti.

Al Shabaab è un gruppo emanazione di Al Qaeda e il comandante, Sheekh Mukhtaar Roobow Cali Abuu Mansuur, ricorda anche nell’aspetto Osama Bin Laden. La situazione in Somalia è sempre più critica, i miliziani qaedisti controllano buona parte del Paese, e il rischio di un nuovo Afghanistan sulle coste dello strategico Golfo di Aden si fa sempre più concreto

Secondo fonti ben accreditate, le prime avvisaglie di vendette sono state registrate nell’ottobre scorso. Proprio in quel periodo i gruppi islamici diffusero un comunicato nel quale si proponevano come obiettivo finale il massacro di tutti i cristiani al fine di trasformare la Somalia in un paese islamico al 100 per cento. Negli ultimi cinque anni sono stati 500 i cristiani, tra loro anche le suore italiane Annalena Tonelli e suor Leonella Sgorbati ad essere vittime del gruppo Arabo.


Recentemente, l'Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, ha denunciato da Ginevra gravi violazioni alle leggi internazionali umanitarie commesse in Somalia. Nonostante l’attenzione internazionale proseguono senza sosta i combattimenti tra i ribelli e le forze governative a Mogadiscio e nel centro-sud del paese. Le Nazioni Unite sono arrivate a decretare la guerriglia terroristica come «crimini di guerra».

«Gli uomini di Shabaab hanno condotto esecuzioni extragiudiziali, piazzato mine, bombe ed altri dispositivi nelle aree dei civili che vengono spesso utilizzati come scudi umani - riporta l’Onu in base alle testimonianze - I combattenti di entrambe le parti torturano i civili e sparano indiscriminatamente colpi di mortaio sulle zone densamente popolate». Più di 200 mila persone sono in fuga dalla zone degli scontri negli ultimi due mesi. Centinaia di civili sarebbero stati ammazzati e feriti. Il numero totale dei profughi somali dall'inizio di questo conflitto è di un milione e 200 mila persone. (15 luglio 2009)