Il
batterio ipertricotico che cattura elettricità dall'acqua
sporca
Anno
1989: sul set di Ritorno al Futuro II, un allampanato Christopher
Lloyd riempie il serbatoio di una Delorean di bucce di banana
e birra calda sotto lo sguardo incredulo di Michael J. Fox.
A noi spettatori dell'epoca ci sembrò una trovata bizzara
per descrivere un futuro alimentato da improbabili carburanti.
Non sapevamo che due anni prima, sulle rive del fiume Potomac,
Derek Lovley aveva isolato la prima varietà di Geobacter
Metalliriducens. Un piccolo batterio che vent'anni dopo avrebbe
aperto la strada alla produzione di energia dal fango e dalle
acque di scarico.
Sul
numero di agosto di Biosensors&Bioelectronics, Lovley
ha pubblicato i risultati di cinque mesi di lavoro della sua
squadra alla University of Massachussets Amherst su una nuova
varietà di Geobacter in grado di moltiplicare la resa
delle pile a combustibile microbiologiche di almeno otto volte.
Una
pila a combustibile microbiologica sfrutta gli elettroni derivanti
dall'ossidazione microbica di materiale organico (ad esempio
il glucosio e il metanolo derivanti da scarti di cibo) per
ottenere energia. Il motivo per cui il geobacter ottenuto
da Lovley è così bravo a trasferire energia
dal substrato organico è che è dotato di una
serie di pili molto sottili, ma lunghi e resistenti, fondamentali
per la formazione dei biofilm che aiutano il trasferimento
di elettroni.
La
produzione di energia da parte del geobacter, dunque, è
un fenomeno che avviene comunemente nel suo ambiente naturale.
Quello che hanno fatto Lovley e colleghi è stato sottoporre
le colonie a una pressione selettiva. Hanno fatto crescere
il batterio su un elettrodo di grafite con acetato come nutrimento,
aggiungendo 400 millivolt di corrente all'elettrodo, in questo
modo i batteri sono stati indotti a schiacciarsi il più
possibile per evitare i propri stessi elettroni, dando luogo
a un biofilm più sottile. Così facendo, l'equipe
ha indotto artificialmente l'evoluzione di una varietà
di geobacter "specializzata" nella produzione di
energia: Geobacter sulfurreducens è in grado di trasferire
all'elettrodo un quantitativo di energia di otto volte superiore
a quello della varietà originale.
Le
applicazioni possibili di questa nuova varietà non
si limitano alla produzione di energia elettrica, prima di
diventare un asso del trasferimento elettroni, infatti, Geobacter
veniva studiato per le sue formidabili capacità di
decontaminazione biologica. Si potrebbero quindi ipotizzare
dei dispositivi che oltre a convertire acqua di scarico e
biomasse in elettricità, contribuiscano alla decontaminazione
di ambienti inquinati. Nel 2007 la Foster ha brevettato un
dispositivo di questo tipo che trasforma le acque di scarico
della birreria in acqua pulita, anidride carbonica ed energia
elettrica.