Nel maggio
del 1961 venne istituito il programma Apollo, con
l'obiettivo di portare un uomo sul suolo lunare e
farlo ritornare a Terra. Questo progetto produsse
un'ampia serie di voli pilotati e nel corso degli
anni successivi vennero effettuate circa dieci missioni
nell'ambito del progetto Gemini. Durante il volo della
Gemini 4, Edward H. White effettuò un'attività
extraveicolare per 21 minuti, utilizzando un dispositivo
pressurizzato a getti di gas. Nel dicembre 1965 le
Gemini 6 e 7 si avvicinarono l'una all'altra fino
a una distanza inferiore al metro. La prima di esse
atterrò dopo un volo di circa 20 ore, con i
cosmonauti Schirra e Thomas P. Stafford. La Gemini
7, il cui equipaggio era formato da Frank Borman e
James A. Lovell, Jr., rimase invece in orbita per
334 ore, fornendo importanti dati medici sulla permanenza
dell'uomo nello spazio e verificando l'affidabilità
del sistema di propulsione a idrogeno e ossigeno.
Nel corso dei voli delle Gemini 10, 11 e 12 vennero
effettuati avvicinamenti e agganci ripetuti a un veicolo
bersaglio messo preventivamente in orbita.
L'anno 1967 fu segnato da tragici incidenti per entrambe
le nazioni che si proponevano il traguardo dell'esplorazione
della superficie lunare. Il 27 gennaio, durante un
test della navicella Apollo a Cape Kennedy, si sviluppò
un incendio nel modulo di comando; a causa dell'atmosfera
interna pressurizzata con ossigeno puro, le fiamme
divamparono all'istante e i tre astronauti Grissom,
White e Roger B. Chaffee persero la vita. Il programma
Apollo venne ritardato di oltre un anno per rivedere
il progetto del veicolo e i materiali utilizzati.
Il 23 aprile dello stesso anno venne lanciato nello
spazio dall'Urss il cosmonauta Komarov a bordo della
Soyuz, una nuova navicella sovietica che poteva ospitare
tre astronauti ed era dotata di un modulo di lavoro
separato, accessibile attraverso un portello.
Un incidente mortale si verificò purtroppo
durante il rientro nell'atmosfera terrestre, quando
i cordoni per l'apertura del paracadute di atterraggio
si attorcigliarono. Nell'ottobre del 1968 venne lanciato
il primo Apollo con equipaggio. Gli astronauti Schirra,
R. Walter Cunningham e Donn F. Eisele effettuarono
163 orbite durante le quali controllarono le prestazioni
della navicella, scattarono numerose fotografie della
Terra e trasmisero immagini televisive. Nel dicembre
del 1968 l'Apollo 8, che portava a bordo gli astronauti
Borman, Lovell e William A. Anders, compì dieci
giri intorno alla Luna, quindi atterrò regolarmente.
Lo sgancio, l'avvicinamento e il riaggancio del modulo
lunare vennero provati nel corso delle 151 orbite
terrestri dell'Apollo 9, con gli astronauti James
A. McDivitt, David R. Scott e Russell L. Schweickart.
L'Apollo 10 effettuò una prova generale di
allunaggio, durante la quale gli astronauti Stafford
e Cernan si trasferirono dal modulo di comando al
Lem e scesero fino a circa 16 km dalla superficie
lunare. Durante l'operazione essi provarono l'avvicinamento
e il riaggancio del Lem, quindi si trasferirono di
nuovo nel modulo di comando, nel frattempo affidato
all'astronauta Young.
Con questa missione il progetto Apollo era pronto
per portare l'uomo sulla Luna. Nello stesso periodo
l'Unione Sovietica lanciò la Zond, una navicella
senza equipaggio che effettuò numerose riprese
e alcuni importanti esperimenti biologici.
Nell'ottobre del 1968 l'astronauta Georgi T. Beregovoi
effettuò una missione di 60 orbite con la Soyuz
3, e nel gennaio dell'anno successivo le Soyuz 4 e
5 si incontrarono in orbita; mentre le due navicelle
erano attaccate, i cosmonauti Aleksei S. Yeliseyev
e Ievgeny V. Khrunov, utilizzando delle tute spaziali,
si trasferirono dalla Soyuz 5 alla Soyuz 4, che era
pilotata da Vladimir A. Shatalov.
Nell'ottobre del 1969, le Soyuz 6, 7 e 8, lanciate
a un giorno di distanza l'una dall'altra, si incontrarono
in orbita senza però agganciarsi. Nel giugno
del 1970 la Soyuz 9, con un equipaggio di due cosmonauti,
effettuò un volo record di quasi 18 giorni.
Nel 1969 fu raggiunto l'obiettivo di effettuare lo
sbarco sulla Luna. Il volo storico dell'Apollo 11
iniziò il 16 luglio. Dopo essere entrati in
orbita lunare, Edwin E. Aldrin, Jr. e Neil A. Armstrong
si trasferirono nel Lem, il modulo per l'allunaggio,
mentre il modulo di comando era affidato al pilota
Michael Collins.
Il modulo lunare toccò la superficie del satellite
il 20 luglio, nei pressi del margine del Mare della
Tranquillità e poche ore dopo Armstrong mise
piede sul suolo lunare, con le parole: "Questo
è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo
gigante per l'umanità".
L'astronauta venne raggiunto da Aldrin e insieme camminarono
due ore sulla superficie della Luna, sperimentando
una forza di gravità pari a un sesto di quella
terrestre; raccolsero 21 kg di campioni del suolo,
scattarono fotografie e installarono un apparato sperimentale
per l'analisi del vento solare, un riflettore laser
e un laboratorio per misure sismiche; issarono quindi
una bandiera statunitense e comunicarono, via satellite,
con il presidente Usa Richard Nixon, mentre milioni
di persone seguivano in diretta la trasmissione. Armstrong
e Aldrin lasciarono il nostro satellite utilizzando
lo stadio superiore del Lem e sfruttando quello inferiore
come rampa di lancio. Il modulo di risalita venne
abbandonato dopo l'aggancio con il modulo di comando
e i due astronauti si trasferirono di nuovo nella
navicella. Il volo di ritorno dell'Apollo 11 non presentò
inconvenienti e la navicella ammarò il 24 luglio
nell'oceano Pacifico, vicino alle Hawaii, dove venne
facilmente recuperata. Benché la possibilità
di contaminazione da parte di organismi viventi lunari
fosse remota, gli astronauti indossarono indumenti
isolanti prima di lasciare la navicella e vennero
sottoposti a un periodo di quarantena; i controlli
medici non evidenziarono alcun problema di salute.
La successiva missione di allunaggio iniziò
il 14 novembre 1969, quando venne lanciato l'Apollo
12 con a bordo gli astronauti Charles Conrad Jr.,
Richard F. Gordon Jr. e Alan L. Bean.
Dopo l'entrata in orbita lunare, Conrad e Bean si
trasferirono nel Lem, quindi sbarcarono sulla superficie
del satellite ad appena 180 m dal luogo dove due anni
prima si era posata la sonda Surveyor 3. I due astronauti
esplorarono la zona circostante in due fasi, ciascuna
di circa quattro ore, durante le quali essi effettuarono
esperimenti scientifici, scattarono numerose fotografie,
prelevarono campioni del suolo lunare e raccolsero
alcuni pezzi del Surveyor 3 perché fossero
esaminati sulla Terra.
Dopo il decollo dalla Luna e il rendez-vous con il
modulo di comando pilotato da Gordon, ammararono felicemente
il 24 novembre. Il successo dell'Apollo 12, che presentava
caratteristiche tecniche notevolmente migliori rispetto
all'Apollo 11, in particolare per quanto riguardava
la precisione nello sbarco, indusse a stabilire per
l'Apollo 13 un sito di allunaggio più irregolare.L'11
aprile 1970 venne lanciato l'Apollo 13, con a bordo
gli astronauti Lovell, Fred W. Haise, Jr. e John L.
Swigert, Jr. Una grave avaria durante il volo, prodotta
dalla rottura di un serbatoio di ossigeno, costrinse
gli astronauti a cancellare il piano di allunaggio.
Utilizzando l'energia e i sistemi di sopravvivenza
del Lem, essi girarono attorno alla Luna e ammararono
nell'oceano Pacifico meridionale, a sud di Pago Pago,
il 17 aprile.
La missione fallita dell'Apollo 13 venne portata a
compimento dall'equipaggio dell'Apollo 14, lanciato
il 31 gennaio 1971, dopo alcune modifiche apportate
alla navicella per evitare l'inconveniente occorso
alla precedente. Gli astronauti Shepard, ormai veterano
dello spazio, ed Edgar D. Mitchell allunarono con
il Lem, mentre Stuart A.Roosa rimase nel modulo di
comando in orbita lunare.Shepard e Mitchell esplorarono
per oltre nove ore un'area che si credeva contenesse
alcune delle rocce più vecchie mai studiate,
raccogliendo circa 43 kg di campioni geologici e predisponendo
delle apparecchiature per esperimenti scientifici.Il
9 febbraio 1971 gli astronauti tornarono sulla Terra
senza incidenti. L'Apollo 15 venne lanciato il 26
luglio 1971, con a bordo il comandante Scott, il pilota
del Lem James B. Irwin e il pilota del modulo di comando
Alfred M. Worden. Scott e Irwin rimasero 2 giorni
e 18 ore sulla superficie lunare ai margini del mare
Imbrium, in prossimità della scarpata profonda
366 m di Hadley e degli Appennini lunari, una delle
catene più alte. Nel corso della loro esplorazione,
gli astronauti percorsero più di 28,2 km nella
zona del monte Hadley, servendosi di un rover elettrico
a quattro ruote. Prepararono inoltre una complessa
serie di strumenti scientifici e raccolsero circa
91 kg di rocce, tra cui un frammento di circa 4,6
miliardi di anni che venne ritenuto un costituente
della crosta cristallina originale del satellite.
Una telecamera lasciata al suolo riprese la partenza
di Scott e Irwin dalla superficie della Luna; prima
che l'equipaggio lasciasse l'orbita lunare per ritornare
verso la Terra, venne lanciato un "subsatellite"
di 35,6 kg, progettato per trasmettere dati sui campi
gravitazionale, magnetico e di alta energia dell'ambiente
lunare. Nel corso del viaggio di ritorno, Worden fece
una passeggiata spaziale di 16 minuti quando la navicella
si trovava a circa 315.400 km dalla Terra.
Gli astronauti dell'Apollo 15 ammararono senza incidenti
il 7 agosto, circa 530 km a nord delle Hawaii. Il
16 aprile 1972 gli astronauti Young, Charles Moss
Duke, Jr. e Thomas Kenneth Mattingly vennero lanciati
verso la Luna a bordo dell'Apollo 16, per esplorare
le colline di Cartesio e le pianure di Cayley.Il 20
aprile, mentre Mattingly li attendeva in orbita, gli
altri due astronauti effettuarono l'allunaggio nell'area
prevista, dove rimasero 20 ore e 14 minuti, eseguendo
numerosi esperimenti, percorrendo circa 26,6 km con
il rover e prelevando oltre 97 kg di campioni di rocce.
Le missioni verso la Luna programmate dagli Stati
Uniti si conclusero con il volo dell'Apollo 17, tra
il 6 e il 19 dicembre 1972. Nel corso della missione
di 13 giorni, l'astronauta Cernan e il geologo Harrison
H. Schmitt rimasero 22 ore sul suolo lunare, percorsero
35 km con il rover ed esplorarono la regione della
valle di Taurus-Littrow, mentre al comandante Ronald
E. Evans era affidato il modulo di comando.