Spazio,
quanti incroci pericolosi.
Mercoledì
prossimo un blocco di roccia sfiorerà Marte,
poi un altro avvicinerà la Terra
Ma una rete globale, con molti osservatori italiani,
tiene d'occhio
le minacce provenienti dal cielo
Pianeti,
asteroidi e i loro guardiani
di ANDREA BETTINI
Repubblica.it
ROMA
- L'ultimo allarme ha riguardato Marte: un asteroide
di 50 metri di diametro mercoledì sfiorerà
il Pianeta Rosso ma, per sua fortuna, proseguirà
il suo viaggio nello spazio senza schiantarsi
al suolo.
Qualche
ora prima anche la Terra sarà "avvicinata"
da un oggetto sei volte più grande, che
però si manterrà a una distanza
di poco superiore a quella della Luna.
Sono
incroci pericolosi che si ripetono spesso nel
Sistema solare, dove i blocchi di roccia vaganti
sono tantissimi. Per tenere sotto controllo i
più temibili, quelli che orbitano vicino
al nostro pianeta, è attiva una rete globale
di controllo che può contare anche sul
contributo di decine di osservatori italiani,
professionali e non.
A coordinare il monitoraggio dei cosiddetti Neo
(Near Earth Objects, oggetti vicini alla Terra),
è il Minor Planet Center, che ha sede all'università
di Harvard, negli Stati Uniti. Lì confluiscono
i dati raccolti in tutto il mondo e le segnalazioni
di nuovi asteroidi. La mole di informazioni da
trattare è enorme, ma solo così,
attraverso calcoli estremamente complessi, si
può capire se c'è un rischio per
il nostro pianeta. "Per stabilire se c'è
pericolo di impatto sono necessarie moltissime
osservazioni: all'inizio non è facile descrivere
con precisione la loro traiettoria", spiega
il direttore dell'osservatorio di Capodimonte
(Napoli) Luigi Colangeli.
Da questo punto di vista 2007 Wd5, l'asteroide
che mercoledì sfiorerà Marte, è
un ottimo esempio. Scoperto il 20 novembre scorso
dall'italiano Andrea Boattini, aveva subito attirato
l'attenzione degli studiosi perché era
chiaro che puntava verso il Pianeta Rosso. Da
allora hanno cominciato a tenerlo d'occhio sia
gli esperti del Jet Propulsion Laboratory della
Nasa, sia il gruppo italiano di Pisa che fa capo
ad Andrea Milani. Poi, dopo un paio di mesi di
verifiche, il suo stesso scopritore, che lavora
nell'università dell'Arizona ed è
direttamente impegnato nel programma per la sorveglianza
degli asteroidi "Catalina Sky Survey",
ha annunciato che "non colpirà Marte,
ma gli passerà molto vicino" e che
poi "potrà avvicinarsi alla Terra
fino a 5 milioni di chilometri, ma non ci saranno
rischi".
Dal
punto di vista scientifico, studiare gli asteroidi
permette di avere molte informazioni sulla formazione
del Sistema solare. Allo stesso tempo, può
consentire di stare in allerta in caso di pericolo.
"I Neo sono stabilmente presenti intorno
alla Terra e hanno orbite abbastanza stabili",
dice Luigi Colangeli. "Il problema è
che non tutti sono conosciuti, soprattutto quelli
più piccoli".
In
questo settore il contributo degli astrofili è
fondamentale. Accanto agli osservatori professionali
sono infatti molto attivi anche quelli gestiti
da appassionati di astronomia, che raccolgono
e inviano dati al Minor Planet Center e che possono
ottenere risultati di assoluto rilievo. Nella
classifica dei primi 50 centri al mondo per numero
di asteroidi scoperti ci sono tre centri italiani.
Il 28° posto è occupato da quello di
Campo Imperatore (L'Aquila), le cui ricerche sono
condotte dall'Istituto Nazionale di Astrofisica,
ma a sorpresa gli altri due sono gestiti da amatori:
al 37° posto c'è l'osservatorio di
S. Marcello Pistoiese, seguito al 42° da quello
di Farra d'Isonzo (Gorizia).
Tra
il 29 e il 30 gennaio, l'asteroide 2007-Tu24,
300 metri di diametro, passerà a circa
mezzo milione di chilometri dalla Terra. In base
alle attuali conoscenze degli astronomi, un altro
incontro ravvicinato avverrà venerdì
13 aprile 2029, quando l'asteroide Apophis, dal
diametro di 320 metri, si troverà a poco
più di 36mila chilometri dal nostro pianeta.
Lo stesso asteroide dovrebbe tornare ad avvicinarsi
pericolosamente ancora una volta il 13 aprile
2036, ma comunque non dovrebbero esserci rischi
di impatto. Per una trentina d'anni, insomma,
pare che si possa dormire tranquilli, anche perché
ogni notte c'è chi tiene d'occhio le possibili
minacce in arrivo dal cielo con il suo telescopio.
(26
gennaio 2008)