Attentato
alle Torri Gemelle:
ecco perché sono stati i Massoni Americani e
non gli Arabi
Il
nostro “problema” è suddiviso in
quattro matrici, tutte di lingua inglese: le Logge Massoniche
britanniche, le convinzioni geopolitiche dell’asse
Kissinger-Huntington, l’esecutivo statunitense
da Reagan alla famiglia Bush ai falchi del Pentagono
tipo Wolfowitz, e i Cristiani Rinati, i più pericolosi.
MASSONI
INGLESI
L’erezione del Nuovo Tempio di Gerusalemme implica
l’abbattimento dei luoghi di culto più
sacri dell’Islam dopo la Mecca: la Moschea Al-Aqsa
e la Moschea di Omar devono essere smantellate e trasferite
alla Mecca. Ariel Sharon era il più importante
padrino politico dei fanatici del Tempio della Montagna
e, come il suo rivale di partito Benjamin Netanyahu,
era un presenzialista delle raccolte di fondi a New
York per l’Ateret Cohanim Yeshiva, il principale
centro della vecchia Gerusalemme dove si raccolgono
gli estremisti che vogliono demolire le moschee. Sharon
e Netanyahu sono stati collaboratori e discepoli del
rabbino Zvi Yehuda Kook, figlio di Rav Abraham Isaac
Kook, braccio destro del fascista Jabotinsky a Londra.
Il padre di Netanyahu fu segretario personale di Jabotinsky.
Merkaz HaRav, il centro fondamentalista religioso dei
due Kook, funge da quartier generale del movimento degli
insediamenti e per l’infiltramento delle forze
armate. Scomparso nel 1982, il rabbino Kook junior è
stato il fondatore della setta “Fedeli del Monte
del Tempio” insieme a Stanley Goldfoot, noto terrorista
ebreo della banda Stern che nel 1948 fece saltare in
aria tutto il comando inglese all’Hotel David,
un personaggio che durante la guerra aveva lavorato
per lord Martin Charteris, pezzo grosso dei servizi
inglesi che poi diventò il segretario privato
della regina Elisabetta II. Per Kook occorre una Guerra
Santa affinché possa avverarsi la seconda venuta
del Messia.
Poi c’è il controllo massonico internazionale.
In particolare, la loggia Quatuor Coronati che fa capo
alla Gran Loggia Madre oggi presieduta dal duca di Kent
e diretta dal marchese di Northampton, Spencer Douglas
David Compton, imparentato ai Barings, storica famiglia
ai vertici della Compagnia delle Indie. Lord Northampton
è fissato con l’Israelismo Britannico,
convinto che una delle “tribù smarrite”
arrivò in Inghilterra ed un’altra in America,
e si rifà alla tradizione di Aleister Crowley,
anch’egli ossessionato dalla storia del Tempio
di re Salomone.
Northampton non è un isterico isolato: è
un esemplare dell’eredità odierna dell’Inghilterra
di Edoardo VII. Nel 1995, la massoneria italiana inviò
in Israele il Gran Maestro Giuliano Di Bernardo, che
prevede il successo di una utopia fondata sulla Cabbala
e che ha scritto libri su come ricostruire il Tempio.
E c’è l’architetto olandese Leen
Ritmeyer, che ha prodotto studi ponderosi sull’ubicazione
del Tempio. Tutto finanziato da lord Jacob Rothschild
del Rothschild Investment Trust. Finita la “guerra
dei sei giorni” del 1967, arrivò a Gerusalemme
Asher Kaufman della loggia Quatuor Coronati, che innestò
sulla “questione Tempio” i Fondamentalisti
Protestanti americani del Seminario Teologico di Dallas,
diretto da John Walvoord, massimo esponente della corrente
religiosa che si rifà a John Nelson Darby —
figlioccio dell’ammiraglio Nelson —, che
mise a punto una dottrina antisemita per giustificare
la decisione del ministro degli Esteri britannico lord
Palmerston di costituire un ghetto ebraico in Palestina
sotto l’attento controllo britannico. Darby, come
il rabbino Kook, sosteneva che gli Ebrei finiranno sterminati
in quella battaglia finale di Armageddon che dev’essere
ingaggiata per ricostruire il Tempio, condizione necessaria
alla “seconda venuta di Gesù Cristo”.
Il darbynismo predicato dalla American Jerusalem Temple
Foundation è di un antisemitismo viscerale: la
loro ideologia millenarista incoraggia e promuove a
Gerusalemme uno scenario da “fine del mondo”
perché così si compirebbero le profezie
che, secondo loro, sarebbero contenute nelle Sacre Scritture;
oltre a finanziare le formazioni terroristiche come
quelle di Goldfoot, la Temple Foundation finanzia la
Yeshiva Ataret Cohanim, scuola ortodossa che prepara,
ormai da decenni, gli aspiranti rabbini a celebrare
l’ufficio divino nel Terzo Tempio — quando
ci sarà. I rabbini hanno stabilito che «la
sua santità si estende verso l’alto, all’infinito»,
e per impedire che l’impurità di passeggeri
non-ebrei la contaminasse, nel 1983 fu vietato tassativamente
alla El-Al di sorvolare la zona della Spianata delle
Moschee. il fervente appoggio ad Israele dei Fondamentalisti
Protestanti Cristiani, elemento portante della Teologia
di Armageddon e del controllo dell’Aipac sul Congresso
e sul Senato degli Stati Uniti, non è una novità
in America. Nel 1994, da un sondaggio di U.S. News and
World Report, risultava che sei americani su dieci credevano
nella fine del mondo — un terzo credeva che sarebbe
venuta entro pochi decenni —, il 61% erano convinti
che Cristo ritornerà sulla Terra e il 44% che,
a breve scadenza, ci sarebbe stata la battaglia di Armageddon.
Due terzi degli intervistati erano “Born again”,
i “rinati in Cristo”. Il 53% degli intervistati
si è detto persuaso che il Terzo Tempio d’Israele
sarà costruito entro pochi anni, al massimo un
decennio.
Metà della popolazione statunitense crede che
il mondo sia stato creato per come dice la Bibbia, e
meno del 10% crede alle teorie darwiniane sull’evoluzione.
La gente tenta invariabilmente e inevitabilmente di
costruirsi un’identità collettiva, di associarsi,
e se non ha la possibilità di entrare in un’organizzazione
politica che funzioni, cerca altre vie: il fondamentalismo
religioso è diretta conseguenza di questa impotenza.
L’Aipac, American Israel Public Affairs Committee,
è il maggior gruppo di pressione pro-israeliano,
con 60mila iscritti che organizzano campagne per influenzare
i membri del Congresso; ha un bilancio ufficiale di
quindici milioni di dollari e fino al 1999 era la seconda
lobby dopo quella dei pensionati, battendo pure quella
dei sindacati. La continuità tra “il popolo
eletto” e la “Nazione sotto Dio” —
Israele — è un tema costante dell’evangelismo
americano: la “passeggiata” di Ariel Sharon
sulla spianata delle moschee che ha provocato la Seconda
Intifada è un evento simbolico che viene da questo
stato di cose. Pat Robertson, l’infaticabile telepredicatore
proprietario della CBN che, sull’onda del successo
della Destra politico-religiosa, è stato anche
candidato alla Presidenza degli Stati Uniti, sostiene
che il mezzo televisivo «rappresenta di per se
stesso il compimento della profezia: “Euntes docete!
Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli!”, Matteo
28:19». Il suo ex-direttore di produzione rivelò
che, sin dal 1979, Robertson aveva un progetto segreto,
il God’s Secret Project, di cui erano stati discussi
tutti i dettagli: si trattava delle riprese televisive
della Seconda Venuta di Cristo. Si trovarono perfino
a valutare se l’aureola di luce di Gesù
avesse potuto pregiudicare la riuscita delle riprese
e come si sarebbe dovuta risolvere “tecnicamente”
la cosa. Figuriamoci: la troupe che dice a Gesù
«Signore, prego, riducete un po’ la Vostra
luminosità, abbiamo problemi di contrasto»…
KISSINGER-HUNTINGTON
A Londra e a Washington i cultori della “geopolitica”
sono in preda all’ossessione di mobilitare il
“mondo occidentale” contro quelle nazioni
che si stanno impegnando alla realizzazione del Ponte
di Sviluppo Eurasiatico: la Russia, che prima dominava
la regione, è di fatto “neutralizzata”
dalle difficoltà gravissime che attraversa, e
quindi ora occorre passare a contenere — o combattere
— la Cina, l’Iran, l’India e la Turchia
di Erbakan per stabilire il controllo delle élite
geopolitiche su questa immensa regione in cui sono stanziati
tre quarti della popolazione mondiale. Lo “scontro
delle civiltà”, prima di essere il famoso
e sopravvalutato libro di Samuel Huntington di Harvard,
è un progetto “antico” che si colloca
ben al di sopra: è un vero e proprio “piano
di guerra” messo a punto da un raggruppamento
di potere tra le due sponde dell’Atlantico e che,
pur facendo capo all’Inghilterra dei Liberi Muratori
ispirati al Tempio, ha i capisaldi teorici in Henry
Kissinger e Zbignew Brzezinski. Il primo è assertore
degli schemi geopolitici “dell’equilibrio
delle forze” instaurato al Congresso di Vienna
del 1815 dal ministro degli Esteri britannico lord Castlereagh
e dal Cancelliere austriaco principe di Metternich.
Dopo la laurea, negli anni Cinquanta, Kissinger si dedicò
a costruire quella rete harvardiana nelle varie amministrazioni
democratiche e repubblicane di cui oggi Huntington è
una delle figure di spicco. Huntington è stato
addestrato a ripetere quello che diceva Kissinger. Brzezinski,
invece, quando nel 1976 divenne Consigliere di Sicurezza
Nazionale sotto Jimmy Carter, sviluppò una sua
teoria geopolitica chiamata “Arco di Crisi”:
calcolava che tutta l’ampia regione lungo il fianco
meridionale dell’Unione Sovietica sarebbe stata
percorsa da instabilità sempre più destabilizzanti
— a causa del Fondamentalismo Islamico oppure
di conflitti tribali e razziali —, e che questo
doveva essere sfruttato a Occidente come un’arma
contro l’impero sovietico. Nel National Security
Council diretto da Brzezinski, l’incarico di direttore
della pianificazione della sicurezza era affidato ad
Huntington. Brzezinski e Huntington erano giunti nell’amministrazione
Carter passando per la Commissione Trilaterale fondata
e finanziata da David Rockefeller nel 1974.
Nel 1996 Brzezinski ha preso parte alla costituzione
del Central Asia Institute presso la School of Advanced
International Studies della John Hopkins University.
i soldi per il nuovo istituto provenivano dalla Smith
Richardson Foundation, nella cui direzione figura Brzezinski,
e la stessa fondazione ha finanziato Huntington per
la realizzazione del suo libro; altri soldi Huntington
li ha ottenuti dalla Fondazione John Olin, ad Harvard,
nella quale dirige l’istituto di studi strategici.
Le due fondazioni sono le principali finanziatrici di
progetti per la promozione del neo-liberismo economico
e al tempo stesso dello “scontro geopolitico”
con i paesi in via di sviluppo. Negli anni Ottanta furono
le principali finanziatrici “private” del
programma “Project Democracy”, coordinato
dall’allora vice-presidente George Bush padre,
con il quale quest’ultimo costituì la sua
rete privata e semi privata di trafficanti di armi e
di droga — una parte di questa rete rimase coinvolta
nel pasticcio Iran-Contras. Brzezinski è stato
anche uno dei primi promotori della carriera di Madeleine
Albright, segretario di Stato in era Clinton, prima
alla Columbia University e poi portandola con sé,
nel 1978, insieme ad Huntington, nel Consiglio di Sicurezza
Nazionale di Carter, per affidarle l’incarico
di collegamento con il Congresso USA: quando ha voluto
a tutti i costi le sanzioni contro il Sudan, la Albright
si è rivelata un’entusiasta promotrice
della “crociata” della baronessa inglese
Caroline Cox, vice presidente della Camera dei Lord,
contro il Sudan. La Cox si distingue per lo zelo con
cui propaganda, anche alla Camera dei Lord, la tesi
di Huntington. La sua organizzazione, Christian Solidarity
International, ha distribuito centinaia di copie degli
scritti di Huntington facendone praticamente il vessillo
della propria crociata contro il Sudan, l’Egitto,
l’Iran, l’India e altre nazioni del “Terzo
Mondo”.
In che consiste questo “scontro di civiltà”?
Huntington sostiene che a livello di “microscala”,
la spaccatura più violenta è quella che
separa l’Islam dai suoi vicini ortodossi, Hindu,
Africani e Cristiani occidentali; a livello di “macroscala”,
la divisione dominante è tra “l’Occidente
e tutto il resto”, dove i conflitti più
intensi si verificano tra le società musulmane
e quelle asiatiche da una parte e l’Occidente
dall’altra. Gli occidentali sono in una inevitabile
rotta di collisione con i musulmani, che sono intolleranti,
e con i cinesi, che sono invadenti. Gli asiatici minacciano
Occidente con la loro “crescita economica”,
i musulmani con i loro “elevati tassi di crescita
demografica”. Lo sviluppo economico della Cina
e delle altre società asiatiche fornisce a quei
governi gli incentivi e le risorse per diventare più
esigenti nei rapporti con gli altri Paesi; la crescita
demografica nei paesi musulmani, specialmente l’espansione
della fascia d’età 15-24 anni, fornisce
nuove leve per il fondamentalismo, il terrorismo, l’insurrezione
e i moti migratori. Le popolazioni più numerose
hanno bisogno di più risorse, pertanto le popolazioni
di società dense o che crescono rapidamente tendono
a spingere verso l’esterno, ad occupare territori,
ad esercitare pressioni sulle popolazioni demograficamente
meno dinamiche. Lo scenario di Huntington, che riscuote
consensi unanimi a Washington, è che la Cina
entra in guerra col Vietnam, poi scende al suo fianco
il Giappone, che insieme combattono contro gli Stati
Uniti; intanto l’India ha già iniziato
le ostilità contro il Pakistan, gli Arabi si
scontrano con gli Israeliani, quindi c’è
lo scontro tra Russia e Cina. Poi i missili nucleari
raggiungono la Bosnia, l’Algeria e anche Marsiglia,
dando vita a complicati scenari di guerra sul teatro
dei Balcani e dell’Egeo… Stati Uniti, Europa,
Russia ed India si ritrovano infine in uno scontro su
scala globale contro la Cina, il Giappone e gran parte
dell’Islam. Gli Stati Uniti e l’Europa dovrebbero,
secondo Huntington, imporre alla Cina ed agli altri
paesi un apartheid tecnologico, fare in modo da «limitare
lo sviluppo delle capacità militari convenzionali
e non convenzionali dei paesi islamici e sinici»
e «mantenere la superiorità tecnologica
e militare dell’Occidente sulle altre civiltà».
REAGAN-BUSH-WOLFOWITZ
L’ingresso torrenziale in politica del linguaggio
biblico dei Fondamentalisti Protestanti Cristiani coincide
con gli anni di apprendistato di Ronald Reagan e con
la sua trionfale ascesa alla Casa Bianca, grazie ai
voti della Moral Majority, la Destra politico-religiosa.
Già nel 1971, quando Reagan era popolarissimo
governatore della California, parlò di profezie
sull’inevitabile — addirittura imminente
— conflitto nucleare con l’Unione Sovietica,
distillando le citazioni dei più famosi passi
paranoici dei libri di Ezechiele e dell’Apocalisse:
«appena saranno finiti i mille anni, Satana sarà
lasciato libero, uscirà dalla prigione per sedurre
le nazioni che sono ai quattro angoli della terra, Gog
e Magog, per radunarli alla guerra. Il numero di questi
è come la sabbia del mare… in quel giorno,
tuonò Jahweh, nel giorno in cui Gog verrà
contro la terra d’Israele, il furore mi salirà
alle narici e ognuno volgerà la spada contro
i suoi fratelli»… Vero mago della comunicazione
ridotta al minimalismo emotivo, Ronnie disse convinto:
«la Libia è diventata comunista, questo
è il segno che il giorno di Armageddon non è
lontano. I rossi devono andare al potere in Etiopia!
E’ necessario perché la profezia si compia,
che l’Etiopia diventi una di quelle nazioni senza
Dio che si scaglieranno contro Israele». Il Gog
che allora, nel 1971, era alla guida delle “potenze
delle tenebre” pronte ad aggredire Israele, l’Unione
Sovietica, era già “l’Impero del
Male”: «Ezechiele ci dice che verrà
da Nord, e quale altra nazione potente c’è
a Nord di Israele? Nessuna. Tutto questo sembrava assurdo
prima della Rivoluzione Bolscevica perché la
Russia era una nazione cristiana, ma ora che è
diventata comunista e atea risponde perfettamente alla
descrizione di Gog! Gli ebrei hanno vissuto per secoli
la diaspora, ma questo non vuol dire che Dio si è
lavato le mani di loro: prima del ritorno del Figlio,
li riunirà tutti in Israele. Persino i mezzi
di trasporto di cui si sarebbero serviti sono stati
descritti in dettaglio dal profeta: alcuni “verranno
per mare” ed altri ritorneranno “come colombe
ai loro nidi”. In altri termini, o torneranno
con le navi o per via aerea…». Questa profezia
si compì nel 1967, quando Gerusalemme fu riunita
sotto la bandiera d’Israele».
E nel 1981, ormai Presidente: «l’antisemitismo
è creazione di Satana che cerca tutti i mezzi
per colpire il popolo eletto; oggi lo Stato d’Israele
è la sede della profezia. Nel Vecchio Testamento,
il ruolo degli ebrei era quello di testimoniare; oggi
è quello di preparare la Seconda Venuta di Cristo».
Parole di Ronald Reagan, il rivoluzionario economico,
il modernizzatore, il teorico dello Scudo Spaziale,
l’ispiratore di Rambo, non parole di un matto
a Speaker’s Corner…
Ma Reagan era una scatola vuota, leggeva “gobbi”,
e quando leggi un gobbo, le parole ti entrano dagli
occhi e ti escono dalla bocca, senza passare per il
cervello.
CRISTIANI
RINATI
I “fundies”, i Fondamentalisti Protestanti
Cristiani, cominciarono a proliferare alla fine degli
anni Sessanta, epoca in cui il governo USA iniziò
ad avallare la politica del “post-industriale”
che condusse al disastro gran parte dell’economia
americana. La demoralizzazione che seguì fu l’humus
in cui cui attecchirono le varie strutture “apocalittiche”
e “messianiche” pseudo-cristiane. Nel 1965
Lyndon Johnson, che proveniva dal Sud, favorì
la lotta del movimento di Martin Luther King fino a
fare pressioni sul Congresso affinché approvasse
la legge sul diritto di voto dei neri, nonostante la
forte opposizione del partito segregazionista negli
stati del Sud. Per tutta risposta, l’allora governatore
di New York, Nelson Rockefeller, insieme ad altri pezzi
grossi del Partito Repubblicano, lanciò la cosiddetta
“Strategia Sudista” per riguadagnare il
terreno conquistato dal Partito Democratico, alleato
al movimento per i diritti civili. La strategia consisteva
nel recuperare gli strati che avevano sostenuto la Confederazione
Sudista del xix Secolo. Fecero appello ai “poveri
bianchi” del Sud, gente che nutriva livori nei
confronti dei neri il cui recente progresso era visto
come una minaccia. Proprio tra questi strati, soprattutto
rurali, il fondamentalismo protestante fece proseliti
a non finire e gli stati che erano appartenuti alla
Confederazione Sudista divennero la “Bible Belt”,
la “cintura della Bibbia”. La “Southern
Strategy” repubblicana contribuì alla vittoria
di Richard Nixon, che nel 1968 inaugurò un’amministrazione
in larga parte sotto il controllo di Henry Kissinger.
Per tutta risposta, i Democratici finirono per ordire
la propria “Southern Strategy”, che segnò
la fine della politica di raccolta dei consensi tra
i gruppi ai quali si era rivolto Franklin Delano Roosevelt.
Ciò provocò uno dei disastri peggiori
della storia americana, l’amministrazione Carter
dal 1976 al 1980. Jimmy Carter, burattino della Commissione
Trilaterale di David Rockefeller, era il “fundie”
più classico: imbottito di convinzioni superstiziose,
si dichiarò pubblicamente “cristiano rinato”.
Sotto la sua presidenza, gli Stati Uniti finirono in
un declino economico e industriale senza precedenti,
che lui incoraggiava tutto preso da una sua insensata
utopia agraria. Con Carter, il Fondamentalismo Protestante
prese il vento in poppa, e il disastro da lui provocato
non insegnò niente al suo partito: dopo la vittoria
di Reagan, i Democratici riposizionarono la loro “Strategia
Sudista” creando il Democratic Leadership Council,
la corrente alla quale si dovette il lancio dei “New
Democrats”, la cosiddetta tattica “centrista”
di stampo tendenzialmente fascistoide — quel tipo
di fascismo che caratterizza gli stati del Sud.
Prima di diventare Presidente, Bill Clinton è
stato presidente del Dlc e Al Gore ne è stata
un’altra espressione. I bigotti “millenaristi
dagli occhi vitrei” sono attualmente in preda
alla frenesia e minacciano una guerra di religione che,
se non è prevenuta per tempo, potrebbe allargarsi
ben oltre il Medio Oriente. Varie associazioni e leader
del mondo ebraico hanno finito per accondiscendere e
sottomettersi a questa “psicosi” perché
hanno paura — non a torto — di gente come
questi “fundies”, e perché si preoccupano,
a ragione, ma in maniera sbagliata, della “sopravvivenza
ebraica”.
RIFLESSIONI
Lo “scontro delle culture” fomentato da
Samuel Huntington è tutt’altro che inevitabile,
come felicemente dimostrato cinque secoli or sono dal
Cardinale Niccolò Cusano nel dialogo “De
Pace Fidei”. In quello scritto filosofico, il
grande pensatore del Rinascimento espone i termini di
come tutte le culture possano riconciliarsi tra loro
nella misura in cui condividono la concezione più
elevata dell’uomo, perché tale concezione
è il tratto più caratteristico di ogni
individuo a prescindere da razze e culture. La tradizione
oligarchica, oggi espressa dalla cultura britannica
e illuministica, poggia invece sul presupposto che l’uomo
sia un animale, o che comunque non vi sia una distinzione
qualitativa di fondo, assoluta, tra l’uomo e la
bestia.
IL
VERO FINE DELL’ATTENTATO ALLE TORRI GEMELLE
Questo doveva essere più o meno il piano, ordito
ad un livello altissimo dei centri di potere statunitensi:
«un attentato spettacolare, in diretta tv, con
200 o 300 morti, nel cuore d’America, farà
precipitare lo “scontro di civiltà”:
la miopìa dei Cristiani Rinati e della loro versione
“politica” — i Kissinger, i Reagan,
i neocon, i Wolfowitz, i Rumsfeld, i Bush — vi
vedranno la scusa ideale per correre più velocemente,
attraverso invasioni e guerre-lampo nei Paesi del Medio
Oriente, verso Armageddon e la ricostruzione del Tempio
di Salomone; mentre, al contempo e al contrario, il
terrorismo Islamico farà un immenso salto di
qualità, ricevendo dall’attentato pubblicità
e autorevolezza insperati. Insomma, sarà un boomerang
terribile per tutta la risma balorda che gira intorno
alla Fondazione del Tempio, e se tutto andrà
come previsto, ci sbarazzeremo in brevissimo tempo sia
dei Fondamentalisti Protestanti Cristiani che dei Fondamentalisti
Islamici».
Ma
nell’attentato spettacolare qualcosa non era stato
previsto: le Torri, che dovevano essere solo “sfregiate”
(come il Pentagono), sono invece crollate!